Fobie e Paure

fobie e paure psicologia

Le fobie fanno parte dei disturbi d’ansia, la fobia specifica è definita come una paura marcata, persistente, eccessiva o irragionevole. Può essere provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o di una situazione temuti come per esempio volare, l’altezza, gli animali, gli insetti, un’iniezione, la vista del sangue. La persona che ne soffre reagisce con una forte ansia e mette in atto condotte di evitamento.
La persona riconosce che il timore è eccessivo ed irragionevole, ma comunque non riesce ad evitarlo.
La fobia si distingue dalla paura perché non scompare di fronte ad una verifica della realtà. Mentre la paura è una reazione appropriata di fronte ad uno stimolo pericoloso, nella fobia si verificano ansia eccessiva ed evitamento delle situazioni temute che interferiscono con la vita della persona limitandola fortemente.
Sull’origine delle fobie specifiche ci sono diverse interpretazioni.
Secondo la visione psicodinamica gli oggetti e le situazioni temuti rappresentano oggetti interni paurosi. La paura viene spostata all’esterno su un oggetto più controllabile, che poi viene evitato. La persona, evitando gli stimoli che generano paura, evita i conflitti rimossi a livello inconscio. L’evitamento fa poi aumentare la paura e porta ad un blocco emotivo verso quel particolare oggetto o situazione. L’obiettivo dell’approccio psicodinamico è rielaborare i termini del conflitto rappresentato simbolicamente dall’oggetto temuto.
Per l’approccio cognitivo-comportamentale le risposte comportamentali ed emotive dell’individuo dipendono dal significato che viene attribuito allo stimolo; l’ansia è causata da pensieri irrazionali o disfunzionali acquisiti sulla realtà. L’obiettivo dell’intervento è di identificare i pensieri ed i comportamenti disfunzionali e sostituirli con altri più funzionali.

I tipi di fobia specifica comprendono:
Tipo animali Le fobie appartenenti a questa categoria comprendono fobia dei cani, gatti, uccelli, ecc e fobia degli insetti. L’esordio avviene solitamente nell’infanzia, e possono essere favorite da eventi come essere stati attaccati da un cane o il ritrovarsi addosso un insetto all’improvviso.
Tipo ambiente naturale Sono attivate da elementi naturali come ad esempio temporali, altezze, acqua. Anche queste fobie iniziano generalmente nell’infanzia. Possono comparire in età adulta, ma in genere solo in conseguenza a un disturbo post-traumatico da stress.
Tipo sangue, iniezioni, ferite Questa fobia è provocata dalla vista del sangue o di una ferita o dal fatto di dover ricevere un’iniezione o altre procedure mediche invasive. Questa fobia comporta una risposta organica diversa rispetto alle altre; dopo un temporaneo incremento della frequenza cardiaca e dei valori della pressione arteriosa (le reazioni che si verificano anche negli altri casi), si verifica un rallentamento del ritmo del cuore e l’abbassamento della pressione che si associa spesso allo svenimento. Questo tipo di fobia ha un’alta connotazione familiare-ereditaria.
Tipo situazionale Queste fobie sono scatenate da situazioni specifiche come i luoghi chiusi o stretti come i tunnel, le gallerie e gli ascensori, usare mezzi pubblici, guidare o volare. L’esordio avviene prevalentemente nell’infanzia o intorno alla prima età adulta. Le fobie situazionali possono essere favorite da eventi traumatici come ad esempio essere stati rinchiusi in uno spazio ristretto.

Fattori che possono favorire l’esordio delle fobie specifiche includono eventi traumatici, come essere stati attaccati da un animale o rinchiusi in uno stanzino, attacchi di panico inaspettati nella situazione temuta, vedere altri sottoposti a un trauma o mostrare paura, e la trasmissione di informazioni, come ad esempio ripetuti e continui avvertimenti circa la pericolosità di certi animali.

Le paure sono molto comuni, soprattutto nell’infanzia, ma non sono fobie a meno che non comportino un forte disagio, come ad esempio non andare a scuola per paura di incontrare un cane. In genere sono transitorie, le paure dei bambini come la paura di stare da soli, la paura del buio o degli estranei, svaniscono naturalmente negli anni seguenti.
“L’angoscia è la reazione alla situazione di pericolo, quando l’Io fa qualcosa per evitare la situazione o sottrarsi ad essa, l’angoscia gli è risparmiata. Si potrebbe quindi dire che i sintomi sono creati per evitare la situazione di pericolo che è segnalata dallo sviluppo dell’angoscia”.
Freud distingue angoscia reale di fronte ad un pericolo reale che conosciamo, ed angoscia nevrotica di fronte ad un pericolo che non conosciamo, dove la minaccia non è esterna ma di natura pulsionale. Scrive: “Vi sono casi in cui i caratteri dell’angoscia reale e dell’angoscia nevrotica si presentano mescolati. Il pericolo è conosciuto e reale, ma l’angoscia di fronte ad esso è eccessivamente grande più grande di quanto a nostro giudizio dovrebbe essere. Questo eccesso tradisce l’elemento nevrotico”.
La fobia è un tentativo di difendersi contro la propria ansia allontanando le situazioni in cui possa manifestarsi: “Sin dall’inizio dell’isteria d’angoscia si effettua un costante lavoro psichico inteso a legare di nuovo psichicamente l’angoscia divenuta libera, ma questo lavoro (..) non può far altro, che interdire tutte le occasioni atte a provocare lo sviluppo d’angoscia, erigendo contro di esse una barriera psichica fatta di cautele, di inibizioni, di divieti, e sono queste costruzioni protettive che ci appaiono come fobie e che costituiscono ai nostri occhi l’essenza della malattia”. La paura è un sentimento insito nell’uomo e una risposta adeguata davanti ai pericoli. Se per esempio una persona nonostante il timore dell’aereo riesce a volare, allora non presenta una fobia patologica. Lo diventa nel momento in cui la situazione temuta viene sistematicamente evitata o sopportata con ansia intensa e profondo disagio.

 

 

 

 

ABC della psicopatologia, M Falabella, Edizioni Magi, 2004
DSM –IV American Psychiatric Association, Masson, 2001
Inibizione, sintomo e angoscia, S. Freud, Newton, 2010
Analisi della fobia di un bambino di cinque anni, S. Freud, in Opere vol . V, Boringhieri, 1981

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