Osservare, Spiegare, Intervenire

osservazione psicoanalitica

“Vi ho detto che la psicoanalisi è iniziata come terapia, ma non è questa la ragione per cui ho inteso raccomandarla al vostro interesse, bensì per il suo contenuto di verità, per quanto ci insegna su ciò che riguarda più da vicino l’uomo – sulla nostra essenza – e per le connessioni che mette in luce fra le più diverse attività dell’uomo”. (S. Freud)

Modo di osservare: assumere un modo di osservare orientato psicoanaliticamente significa non fermarsi alla realtà apparente, ma cercare significati altri, più profondi, le realtà interne. Si tratta di cogliere, nel discorso manifesto, il significato emotivo. L’attenzione più che sul dato concreto e di contenuto è su ciò che non viene detto, che il parlante non sa di dire.
E’ necessaria la capacità di osservare se stessi mentre si parla e mentre si ascolta l’altro, poiché ciò che si osserva è largamente determinato dalla relazione tra i due interlocutori, quindi la relazione è al centro dell’osservazione. Dare priorità al mondo interno significa mettere in risalto emozioni e sentimenti come fattori cruciali nel determinare il comportamento.
Modo di spiegare: “spiegare” in modo orientato psicoanaliticamente non significa fornire una spiegazione dall’esterno, dall’esperto, significa invece che la spiegazione viene cercata insieme, è frutto di una ricerca comune. Non si tratta di una spiegazione nel senso comune del termine, il ruolo del professionista è quello di accompagnare e favorire una ricerca di spiegazione.
Modo di intervenire: in una prospettiva psicoanalitica l’intervento del professionista non ha lo scopo di modificare gli aspetti esterni, i sintomi, per risolvere il problema, ma ha l’obiettivo di mettere l’altro in condizione di risolverlo da solo. Non è un modo in cui uno “sa come si fa”, i due soggetti si impegnano in una ricerca comune, dove il compito dello psicologo è favorire le condizioni per un processo di conoscenza di sé. La crescita e lo sviluppo mentale non sono intesi come un accumulo di informazioni, ma derivano dall’ampliarsi dello spazio mentale per apprendere. Svolgere un lavoro psicologico orientato psicoanaliticamente, quindi, non significa consigliare, dare informazioni, modificare l’altro fornendo tecniche di controllo, ma piuttosto significa permettere all’altro di conoscere ed apprendere.

 

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