La madre tra assenza e desiderio

la madre tra assenza e desiderio

Per ogni bambino è fondamentale poter fare esperienza tanto della presenza della madre quanto della sua assenza. La presenza senza alternanza con l’assenza può diventare soffocante, mentre l’assenza può suscitare vissuti  depressivi ed abbandonici.
Lo psicanalista Recalcati nel suo libro “Le mani della madre”  tratteggia la figura materna tra i due estremi dell’eccessiva presenza (madre coccodrillo) e dell’eccessiva assenza (madre narcisistica). La prima è  la madre del sacrificio, della disponibilità totale, dell’amore senza limiti, la seconda è la donna che rifiuta tendenzialmente la maternità in quanto a prevalere è la propria immagine narcisistica.
La capacità di assenza e il desiderio della madre sono due elementi che permettono di non cadere nell’accentuazione estrema del fantasma materno dell’onnipotenza della fusione madre-bambino e del miraggio di appartenenza reciproca. Nella cultura patriarcale  la madre del sacrificio era anche la madre che tratteneva i figli presso di sé, che chiedeva loro, in cambio della propria abnegazione, una fedeltà eterna.
La maternità è un itinerario di difficile equilibrio tra essere e non essere, tra presenza ed assenza.
La madre deve poter essere lì ma anche altrove, è solo sullo sfondo dell’assenza che si possono mobilitare positivamente le risorse sublimatorie del bambino. Per  Melanie Klein è necessario che si possa simbolizzare l’assenza della madre: è la condizione a fondamento della creatività. La funzione materna si sostanzia nell’essere capace di lasciar andare il figlio, a tempo debito, nella rinuncia al possesso.
L’esistenza del desiderio della donna come non tutto assorbito in quello della madre è la condizione essenziale affinché il desiderio della madre possa essere generativo.
Il tratto caratteristico della funzione materna è “la cura particolareggiata”, ossia l’amore per la vita incarnata nell’unicità irripetibile del figlio. Poter lasciar sperimentare al figlio l’assenza è importante quanto garantire la propria amorevole presenza, e per questo è necessario  che per la madre esista anche un “fuori” oltre alla coppia chiusa madre-bambino.
Recalcati descrive  una madre multiforme, dove convivono molte possibilità diverse: non solo la mamma angelo, ma anche la mamma coccodrillo, non solo la madre della sentenza inappellabile, ma anche la madre che sa perdere il proprio figlio, non solo l’accuditrice della prole, ma anche la moglie, l’amante, la donna. Così ci aiuta a riconoscere nella grande varietà delle madri possibili il profilo di una madre reale, non ideale, in cui le possibilità convivono e lottano tra loro per il sopravvento.

 

 

Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Massimo Recalcati, Feltrinelli, 2015

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