Infatuazione Patologica – la ricerca dell’Uomo Impossibile

infatuazione patologica - la ricerca dell'uomo impossibile

Nel pensiero di Freud, quando ci si innamora l’Io si svuota di caratteristiche libidiche che invece vanno ad investire l’oggetto d’amore, che diventa sostituto dell’Ideale dell’Io. Altri autori, come Chasseguet-Smirgel, invece sottolineano l’arricchimento del Sè della persona innamorata.
In circostanze normali un oggetto d’amore che non ricambia viene abbandonato, dopo aver superato  un processo di lutto. Quando l’amore è ricambiato invece, si verifica un aumento dell’autostima di entrambi.
La differenza tra un innamoramento normale e uno di tipo masochistico risiede proprio nel fatto che le personalità masochistiche sono fortemente attratte da oggetti che non corrispondono. In queste situazioni si sceglie inconsciamente qualcuno che è  riluttante o incapace di ricambiare l’amore.

Si possono fare innumerevoli esempi: l’uomo sposato che non lascerà mai la moglie, chi dice o mostra chiaramente fin da subito di non essere intenzionato a coinvolgersi emotivamente; ci si trova a sacrificare se stessi e i propri interessi in nome di qualcuno che non ricambia.  Eppure non ci sono tentativi di chiudere la relazione, come avverrebbe in un innamoramento normale, anzi, si verifica un tipo particolare di attaccamento, fortemente connotato da sofferenza, in cui il legame  è mantenuto con tutte le forze, nonostante gli evidenti sacrifici e il senso di infelicità crescente. Questo dato potrebbe suggerire la presenza di un disturbo masochistico-depressivo di personalità.
Il paziente che mostra questo tipo di infatuazione patologica trae gratificazione dalla sua totale dedizione all’altro rifiutante. E’ un innamoramento doloroso e destinato a rimanere insoddisfatto, che si collega comunque anche ad un certo senso di orgoglio per la propria capacità di sacrificarsi, con forte intensità emotiva. Le altre aree della vita del paziente, tuttavia, non vengono investite da questo senso di sacrificio/superiorità, che rimane specifico di un solo ambito, ad esempio quello sentimentale.
La personalità moasochistica-depressiva è caratterizzata da un’eccessiva dipendenza dal sostegno, dall’amore e dall’accettazione degli altri. Contemporaneamente si presenta una difficoltà a manifestare l’aggressività e a fare scelte di autoaffermazione.
Sono pazienti che tendono ad essere eccessivamente severi con se stessi, molto coscienziosi e preoccupati delle loro responsabilità, si pongono modelli molto elevati, sono solitamente solleciti e premurosi verso gli altri. Possono diventare depressi quando non riescono a soddisfare i loro elevati standard di aspettative. Tendono a sentirsi eccessivamente colpevoli nei confronti degli altri, fanno di tutto per ottenere di piacere ed essere ben voluti. Faticano ad esprimere la rabbia, anzi tendono a sentirsi tristi in situazioni che normalmente porterebbero a sperimentare rabbia.
I pazienti con questo tipo di personalità si sentono in posizione di “vittima”: si votano al sacrificio, dimenticano se stessi e i propri bisogni vitali a favore dell’altro. E’ come se fossero incapaci di fare scelte adeguate ed arricchenti, pur avendone le capacità; sperimentano un grande senso di colpa nelle situazioni in cui si trovano a dover affermare le proprie necessità.
Oltre ad essere votati al sacrificio questi pazienti tendono a evitare  possibili  relazioni appaganti con persone positive e supportive. C’è il bisogno di mantenere l’insoddisfazione in un’area importante della propria vita a causa di un sottostante senso di colpa inconscio.
All’estremo non patologico possiamo parlare di “masochismo normale” cioè tutti quei tratti che dovrebbero servire a garantire stabilità. I tratti  di un masochismo normale consentono di sentire un adeguato senso di colpa, quindi cercare di porre rimedio per i propri errori, consentono di potersi dedicare al lavoro, o anche ad attività poco piacevoli ma necessarie, consentono l’impegno, la costanza, la tolleranza alla frustrazione, e la capacità di fare sacrifici per raggiungere i propri obiettivi.
Ad un livello poco patologico questi tratti restano blandi; il disturbo masochistico-depressivo di personalità ha infatti una buona integrazione e un alto funzionamento rispetto ad altri disturbi dove il masochismo è molto più marcato, comportando ad esempio autodistruttività o autolesionismo.
Questi pazienti, quando capiscono che qualcosa nelle loro scelte tende a ripetersi e a non portarli verso la piena soddisfazione, hanno bisogno di scoprire che l’autoaffermazione e non la sofferenza impotente può stimolare negli altri calore e accettazione, riuscendo a lasciarsi alle spalle attaccamenti ad amori impossibili e frustranti, potranno, dopo aver lavorato su di sè, andare incontro a nuove esperienze, più piene e soddisfacenti con persone capaci di ricambiare il loro amore.

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