Il Sogno

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“E’  molto probabile  che il sognatore sappia che cosa significhi il suo sogno, solo non sa di saperlo e per questo crede di non saperlo.  Si tratta solo di metterlo in grado di scoprire quello che sa e di comunicarcelo. Non pretendiamo che ci dica subito il senso del suo sogno, ma egli potrà scoprirne l’origine, la cerchia di pensieri e di interessi da cui proviene”.

Per Freud il sogno è  un’attività psichica organizzata, diversa dalla veglia, con sue leggi. E’ una formazione psichica densa di significato, una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l’interpretazione, possono essere riportati alla luce.Il sogno è una produzione propria del sognatore e non proviene da una fonte esterna a lui; contrariamente alle concezioni che ritenevano che i ogni portassero messaggi benevoli oppure ostili da forze superiori. Il materiale che costituisce il contenuto del sogno deriva in qualche modo da ciò che abbiamo vissuto e viene riprodotto, ricordato nel sogno, ma in modo distorto. Non vengono usati solo momenti importanti della vita diurna, ma spesso elementi insignificanti, da cui però poi prende vita l’organizzazione del sogno.
Secondo Freud il sogno  è l’appagamento (mascherato) di un desiderio rimosso. Nei sogni dei bambini l’appagamento del desiderio è  più evidente, il sogno realizza un desiderio che non è stato soddisfatto nella vita diurna;  la semplicità della forma dei sogni dei bambini è dovuta, secondo Freud, al fatto che le loro produzioni psichiche sono meno complicate di quelle degli adulti.
I sogni dei bambini “sono brevi, chiari, coerenti, facili da comprendere, inequivocabili. Non crediate però che tutti i sogni di bambini siano di questa specie. La deformazione onirica comincia a manifestarsi molto presto nell’infanzia e sono stati segnalati sogni di bambini dai cinque agli otto anni che portano in sé già tutti i caratteri dei sogni che si fanno più tardi. In particolari condizioni, anche in persone adulte si verificano sogni che sono del tutto simili a quelli tipicamente infantili.
Per la comprensione di questi sogni non occorre alcuna analisi né l’applicazione di alcuna tecnica. Non c’è bisogno di interrogare il bambino che racconta il suo sogno: vi si deve aggiungere però una breve informazione sulla vita del bambino. C’è sempre un’esperienza del giorno prima che ci spiega il sogno. Il sogno è la reazione della vita psichica nel sonno a questa esperienza diurna”.

Anche gli adulti a volte fanno sogni di semplici appagamenti del desiderio, altre volte sogni più complicati ma che comunque presentano una struttura di contenuto coerente ed organizzata, spesso, invece i sogni appaiono incoerenti e non sembrano avere alcun senso: è quando il lavoro onirico ha trasformato i pensieri del sogno, mascherando il desiderio, che non appare più nel racconto del sogno e spetta al lavoro di analisi effettuare il processo inverso per rintracciare il senso dei pensieri del sogno.

“La nostra concezione dell’elemento onirico afferma che esso è un sostituto di qualcos’altro che al sognatore è sconosciuto, un sostituto di qualcosa la cui conoscenza è presente nel sognatore ma gli è inaccessibile. 
La nostra tecnica consiste nel far emergere, per mezzo di associazioni libere con questi elementi, altre formazioni sostitutive che ci permettano di scoprire ciò che è nascosto”.   

Il sogno è formato da un contenuto manifesto,  il sogno così come viene ricordato e raccontato dal sognatore, e un contenuto latente il cui significato resta nascosto e può essere rivelato solo attraverso le associazioni del paziente durate il lavoro analitico.
Il contenuto manifesto maschera il vero contenuto; il sogno, quindi, si presenta come un messaggio da decifrare, esprime il desiderio inconscio deformato dalla censura, che si prova a rintracciare facendo un lavoro in direzione opposta, di interpretazione.
Il sogno raccontato non è del tutto fedele a ciò che è stato sognato; spesso rimangono solo frammenti, alcune cose vengono dimenticate, altre trasformate, altre anche omesse. Noi non siamo interessati tanto al ricordo fedele del sogno, quanto al “come” viene raccontato, quello che emerge nella parola del sognatore al momento di riportare il sogno in analisi e dalle associazioni che si legano al sogno.
Contenuto manifesto e contenuto latente presentano strette relazioni attraverso il significato nascosto che li collega e che l’analista riesce a rivelare. Il lavoro che trasforma il contenuto latente in sogno manifesto si chiama lavoro onirico, ha lo scopo di renderlo irriconoscibile. Il lavoro che procede in direzione opposta, quello che si sforza di giungere dal sogno manifesto a quello latente, è il nostro lavoro d’interpretazione.
Il lavoro onirico usa particolari meccanismi che trasformano il contenuto latente, affinché rimanga nascosto.

  • Condensazione: raggruppa diversi elementi del sogno, come pensieri, immagini ecc, appartenenti a diverse catene associative , in un unico elemento concentrando al suo interno aspetti degli elementi omessi.  Quindi ciascun elemento del sogno è sovradeterminato: ciascun elemento deriva da una serie di elementi che possono appartenere ad ambiti diversi. Questo meccanismo opera una sintesi essenziale del materiale onirico e rende complessa la comprensione del contenuto manifesto. La condensazione è un meccanismo fondamentale del lavoro onirico, ma lo  si trova anche nei sintomi, nei lapsus e nei motti di spirito dove realizza scorciatoie tra differenti pensieri, provocando accostamenti inattesi.
  • Spostamento: sostituisce i pensieri più significativi del sogno con altri pensieri  accessori, così il contenuto importante si trova decentrato e l’appagamento del desiderio rimane mascherato.
  • Processo di raffigurazione:  il lavoro onirico con questo meccanismo trasforma i pensieri del sogno in immagini soprattutto visive.
  • Elaborazione secondaria: consiste nel presentare il contenuto onirico in uno scenario coerente. L’effetto di questo meccanismo è più evidente nello stato di veglia quando il sognatore cerca di ricordare cosa ha sognato o lo racconta;  si tende a deformare il contenuto per renderlo più  coerente e razionale.
  • Drammatizzazione: consiste nel trasformare un pensiero in una situazione,  come fa un regista quando traspone un testo scritto in rappresentazione teatrale.

Il desiderio che fa da motore al sogno risulta spesso irriconoscibile in quanto opera su di esso una censura, che provoca una deformazione della sua espressione. La deformazione onirica è ciò che ci fa apparire il sogno strano e incomprensibile. La deformazione onirica, che ci ostacola nella comprensione del sogno, è il risultato di un’attività censoria contro gli impulsi di desiderio inconsci e inaccettabili, che nel momento in cui dormiamo si allenta un pochino, quindi permette che alcuni contenuti passino, ma in modo trasformato.
L’irrompere di desideri inconsci non censurati può svegliare il sognatore,  quindi un sogno riuscito  permette anche di continuare a dormire. Quindi il sogno è  il custode del sonno, e non il suo  perturbatore.
La creazione di simboli ha una funzione centrale nella formazione del sogno, poichè creando simboli si può aggirare la censura, spogliando gli elementi della loro comprensibilità.

“Il contenuto manifesto dei sogni presenta naturalmente un’estrema varietà e diversità individuale, e noi abbiamo mostrato estesamente che cosa si ricava da questo contenuto per mezzo dell’analisi. Ma, accanto a questi, ci sono sogni che vengono anch’essi chiamati “tipici”, sogni che ricorrono in tutti gli uomini allo stesso modo, sogni dal contenuto uniforme, i quali oppongono le medesime difficoltà all’interpretazione. Si tratta dei sogni di cadere, volare, fluttuare, nuotare, essere impediti, essere nudi e certi altri sogni angosciosi, che nelle singole persone danno luogo ora a questa, ora a quella interpretazione, senza che la loro monotonia e il loro tipico ricorrere vi trovino una spiegazione”.

Ci sono simboli universali (appartenenti a tutti gli uomini, anche se possono variare in culture molto distanti tra loro) che hanno in genere un significato univoco, e simboli individuali ( che dipendono dalla simbologia di quel sognatore). Nell’interpretare un sogno vanno utilizzati entrambi; non si può basarsi solo sui simboli universali, ci porterebbe a letture arbitrarie, ecco perchè è importante conoscere bene la persona del sognatore, e quindi l’interpretazione di un sogno ha senso solo in un contesto specifico, come nel trattamento psicoanalitico, dove un sogno raccontato acquista anche un valore aggiuntivo nella dinamica transfert-controtransfert di quel particolare paziente con quel particolare terapeuta.
Per Freud, quindi,  l’interpretazione dei sogni è la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio.

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