Le Associazioni Libere

libere associazioni psicoterapia

      Lo scopo fondamentale della psicoanalisi è restituire al paziente il desiderio di indagare “il mistero delle cose”.  (C. Bollas)

Il metodo psicoanalitico di Freud si basa sulle libere  associazioni; nella regola fondamentale viene richiesto al paziente di abbandonare il tentativo di essere preciso e scrupoloso nei suoi racconti, lasciando invece fluire i pensieri nella mente e raccontandoli così come appaiono, senza inibirli, razionalizzarli o criticarli.
Non è affatto semplice riuscire a mettere da parte il modo naturale con cui costantemente filtriamo i nostri pensieri e discorsi, spesso serve un certo allenamento per imparare ad associare liberamente, ed in effetti la comunicazione non è mai del tutto libera, ma si comincia a prestare attenzione a processi che invece di solito avvengono in modo automatico, e questa consapevolezza diventa fonte di informazioni preziose. Lo scopo è capire la nostra vita mentale lasciandoci liberamente parlare, e fermarci a riflettere dove questo non ci è possibile.
Implicitamente il metodo delle libere associazioni autorizza ad essere misteriosi, con noi stessi e con gli altri. Il paziente può vagare liberamente tra i suoi pensieri e spesso si trova a parlare di cose di cui non comprende i legami, o argomenti che non aveva pensato di portare in seduta; queste sono chiavi di lettura che indeboliscono il sintomo, chiarendolo. I sintomi presentati dai pazienti ingabbiano il soggetto, ma nello stesso tempo stanno cercando di dare un’organizzazione; il lavoro interpretativo si inserisce tra questi due poli e aiuta a comprendere la sofferenza mentale, misteriosa, dolorosa, ma anche affascinante.Il lavoro psicoanalitico prevede che il paziente associ liberamente e che parallelamente il terapeuta ascolti con attenzione fluttuante; entrambi, paziente e terapeuta, abbandonano l’attenzione focalizzata e si immergono in un atteggiamento ricettivo oscillando tra posizioni mentali oggettive e soggettive. La coscienza viene temporaneamente e parzialmente ridotta, per poi poter riattivare funzioni riflessive più dettagliate e analitiche. E’ nel dispiegarsi di queste ondulazioni che avviene il processo psicoanalitico, non seguendo uno schema preformato, ma lasciandosi trasportare dove vanno i pensieri, le sensazioni, per poi riacquisire un punto di vista interpretativo che dia un senso e un collegamento agli elementi che emergono.

Per poter associare liberamente il paziente deve potersi trovare in un contesto abbastanza sicuro che consenta di scindere una parte che vive e partecipa all’esperienza e una parte più riflessiva che la osserva. Questa continua oscillazione tra una posizione mentale soggettiva e una più oggettiva è essenziale per elaborare le esperienze. Lo stesso avviene nel dialogo interiore, con un Io che parla e un Io che ascolta, infatti anche dialogare con se stessi ha effetti benefici favorendo la rielaborazione attiva delle informazioni e una maggiore comprensione di sè.
Associando liberamente il paziente si rivolge non solo al terapeuta ma anche a se stesso, fino quasi a  dimenticare la presenza dell’altro. E’ la capacità di stare col proprio sè  senza per forza dover stare in relazione, come descrive Winnicott nella capacità di stare solo in presenza dell’altro.
Invitare alle libere associazioni significa chiedere qualcosa di molto complesso, parlare senza tener conto della censura interna e contemporaneamente non aspettarsi il giudizio dell’altro. Così la psicoterapia è un processo che avviene tra due persone e nello stesso tempo si svolge nell’intimità soggettiva di ognuno dei due partecipanti; il paziente che associa seguendo il filo dei suoi pensieri e il terapeuta che, allo stesso modo, si immerge nel suo sentire più profondo per ascoltare non solo le parole, ma ciò che si muove al di sotto e che risuona nella sua attenzione fluttuante. Spesso proprio i pensieri che il paziente reputa irrilevanti sono di particolare valore.
L’associazione libera aiuta l’inconscio a svincolarsi dalla coscienza, si produce una ricchezza di idee, le parole usate dal paziente colpiscono il terapeuta col loro peso psichico, sono piene di altri significati e il terapeuta nel coglierle e nel ripeterle apre ad ulteriori idee, ricordi, emozioni. L’assetto onirico del controtansfert nel terapeuta, il ricettore inconscio di Freud, elabora le comunicazioni inconsce del paziente secondo le sue modalità, non in modo solo razionale, ma come da un sognatore all’altro. Citando Bollas per descrivere cosa avviene nel processo psicoanalitico  “Analista e paziente creano una sorta di sogno che illumina, brevemente ma intensamente, l’oscurità” .

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