I Bambini e il Sogno

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I sogni dei bambini, per Freud, sono semplici appagamenti di desideri e facili da comprendere, non hanno contenuti psichici complessi come quelli degli adulti. Quando la deformazione onirica non è ancora pienamente attiva, sotto i 5/7 anni, i sogni appaiono brevi, chiari, coerenti e facili da comprendere. Solitamente i sogni infantili non hanno bisogno di analisi, si collegano spesso ad un’esperienza di vita del giorno prima che spiega il sogno, come reazione psichica all’esperienza vissuta. Il bambino nel sogno trova un appagamento diretto, non censurato, dei suoi desideri. Continua a leggere “I Bambini e il Sogno”

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La Dipendenza da Gioco

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La dipendenza da gioco, o gioco d’azzardo patologico, fa parte dei  disturbi del controllo degli impulsi,  nel Manuale dei Disturbi Mentali è descritto dall’incapacità di resistere alla tentazione “persistente, ricorrente e maladattiva” di giocare somme di denaro elevate.
La caratteristica essenziale del gioco d’azzardo patologico è il comportamento di gioco disadattivo persistente e ricorrente che   compromette diverse area di vita della persona come le relazioni familiari e l’attività lavorativa. L’individuo trascorre molto tempo pensando al gioco, ad esempio rivive esperienze di gioco passate, pianifica la prossima giocata, o pensa a come ottenere denaro con cui giocare. Continua a leggere “La Dipendenza da Gioco”

Cos’è la Mentalizzazione

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La capacità di comprendere il comportamento interpersonale in termini di stati mentali è fondamentale nell’organizzazione del Sè e nella regolazione affettiva; nel  modello di Fonagy e Target questa capacità è definita mentalizzazione, o funzione riflessiva.
Mentalizzare significa costruire rappresentazioni mentali complesse e affettivamente connotate della propria mente e di quella altrui e comprendere che le persone agiscono sulla base di tali rappresentazioni. La capacità di mentalizzazione è  una componente importante dell’incontro tra menti e anche della capacità di riflettere su se stessi sia come oggetti che come soggetti. La mentalizzazione può essere definita come una attività mentale immaginativa preconscia,  la capacità di interpretare il comportamento umano in termini di stati mentali intenzionali (bisogni, desideri, sensazioni, credenze, obiettivi e ragioni).  Si può dire che si è capaci di mentalizzare se si è in grado di concepire lʼaltro come avente una mente separata e distinta dalla propria. Continua a leggere “Cos’è la Mentalizzazione”

Alleanza Terapeutica: alla base della relazione paziente-terapeuta

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Ogni paziente che inizia un trattamento psicoterapeutico entra in relazione con il clinico, che è potenzialmente in grado di migliorare la qualità della sua vita sia attraverso una riduzione dei sintomi sia, in modo più profondo, modificando la struttura del suo carattere. L’alleanza terapeutica è un elemento che si è rivelato un ottimo predittore dell’outcome, è un elemento che va quindi monitorato con molta attenzione poichè fortemente correlato col buon esito della terapia.
Il miglioramento del paziente nei diversi approcci terapeutici che fanno riferimento a diversi costrutti di base e a differenti tecniche, sembra essere molto facilitato in ogni caso da una relazione terapeutica caratterizzata da fiducia, calore e accettazione. Quindi si potrebbe includere l’alleanza terapeutica nei fattori  aspecifici di cambiamento  che fanno parte trasversalmente di  ogni approccio terapeutico. Continua a leggere “Alleanza Terapeutica: alla base della relazione paziente-terapeuta”

Introversi

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Nella nostra società vengono presentati modelli di persone estroverse, sicure di sè, che sanno imporsi e amano stare al centro dell’attenzione; vengono valorizzati la capacità di comunicare facilmente e di stare con gli altri, la competitività, la capacità di raggiungere risultati oggettivi, fino ad alcuni estremi in cui si guardano positivamente elementi come tratti di narcisismo, esibizionismo, spavalderia, ed esagerata sicurezza. Viene  mandato il messaggio implicito che tali caratteristiche siano associate al successo nella vita e alla realizzazione di sè, anche se non sempre è così. Continua a leggere “Introversi”

Dialoghi Interiori: parlare con se stessi

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Una delle caratteristiche fondamentali della vita mentale è la capacità di avere dialoghi interiori; le persone intatti parlano continuamente con se stesse, del loro passato, del loro futuro, rivivono le conversazioni passate e si predispongono al futuro ripensando alle loro esperienze di vita.
Il Sè può essere concepito come la “molteplicità delle posizioni dell’Io relativamente autonome, in uno scenario immaginario”. Nei loro dialoghi interiori le persone adottano diverse prospettive di se stesse e degli altri immaginari, così la loro vita mentale si popola di molte voci distinte.
I dialoghi interiori svolgono  funzioni psicologiche  importanti; le persone nel loro pensare, non considerano solo eventi ed informazioni, ma producono anche nuove riflessioni e riorganizzazioni. Continua a leggere “Dialoghi Interiori: parlare con se stessi”

Cambiare, rimanendo se stessi

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Nella concezione della mente di Bromberg le molteplici configurazioni degli stati del Sè, nel loro alternarsi, sono viste come una caratteristica costitutiva, non patologica, dell’essere umano.
La relazione terapeutica è vista, di conseguenza, come un luogo di intreccio e interazione tra le multiple realtà di entrambi i partecipanti, paziente e terapeuta.
I diversi stati del Sé, propri di ogni individuo, sono in relazione dialettica, un movimento continuo tra separatezza e unitarietà; il funzionamento è  ottimale quando i diversi stati del Sè possono  negoziare e comunicare con gli altri stati del Sé, così il soggetto ha la sensazione di un Sé unitario. L’illusione  di  possedere  un  Sé  integro  ed  unitario è sana e  svolge  un’importante  funzione psicologica adattiva. Continua a leggere “Cambiare, rimanendo se stessi”

Alessitimia : mancanza di Parole per esprimere le Emozioni

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Il termine alessitimia descrive l’incapacità di leggere o esprimere i sentimenti. Le emozioni sono configurazioni di risposta complesse ed organizzate, implicano l’integrazione di sistemi psicologici e fisiologici che si attivano quando le persone percepiscono che un evento ambientale è rilevante per loro. Le persone ovviamente variano notevolmente nel modo che hanno di rapportarsi all’ambiente, come lo percepiscono e come lo valutano, nelle reazioni fisiologiche  e nella tendenza ad esprimere oppure a reprimere le proprie reazioni emotive. Continua a leggere “Alessitimia : mancanza di Parole per esprimere le Emozioni”

I Padri di oggi

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Il padre ha il compito di inserirsi nella diade madre-figlio, svolge una importante funzione per l’emancipazione, spinge verso l’esplorazione del mondo esterno, sostenendo e accompagnando il bambino nella sua progressiva autonomia.
Il padre introduce la differenza; la figura paterna porta un modello diverso rispetto a quello della madre, nonostante oggi i due ruoli, materno e paterno, siano più simili che in passato. La famiglia moderna è caratterizzata da un rapporto più paritario tra i partner e un legame più intimo e profondo con i figli. Continua a leggere “I Padri di oggi”

Il setting: contenitore di emozioni

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Per setting si intende l’insieme di regole  che devono essere rispettate perché sia possibile il processo psicoanalitico;  comprende sia condizioni formali come lo studio, l’orario, il pagamento, le vacanze, sia il particolare assetto interno del terapeuta caratterizzato dall’ascolto, il contenimento, l’empatia, la neutralità.
La cornice del setting, il quadro, coi suoi contorni e i suoi confini, serve ad impedire interferenze nell’attività associativa del paziente e in quella del terapeuta, creando uno spazio protetto rispetto alla realtà esterna, e favorisce anche il contenimento della sofferenza psichica,  a tutela sia del paziente che del  terapeuta.
Il setting quindi si configura come un insieme di regole formali esterne e di atteggiamenti mentali interni del terapeuta che rende possibile lo svolgersi del lavoro analitico, favorendo una  comunicazione non inibita da parte del paziente. I confini e le regole del lavoro vengono concordate all’inizio del trattamento, paziente e terapeuta  costruiscono insieme il campo entro cui potranno lavorare in sicurezza, in un clima accogliente, chiaro e reciprocamente condiviso; l’integrità del setting garantisce il tranquillo fluire delle interazioni nello spazio  analitico. Continua a leggere “Il setting: contenitore di emozioni”

Motivazioni Inconsce

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Col termine “motivazione”  si indicano tutti quei processi implicati nell’iniziare, perseguire, e mantenere qualunque attività fisica o psicologica.
Un comportamento di solito non dipende in modo  diretto ed esclusivo da una sola spinta motivazionale; in genere, si tratta di una concatenazione di diverse motivazioni.
L’uomo non è un essere solo razionale, anzi, Freud mostra come gran parte della nostra attività mentale sia inconscia; non siamo consapevoli  delle cause di molti dei nostri comportamenti e delle nostre scelte. Continua a leggere “Motivazioni Inconsce”

Autoefficacia: credere nelle proprie capacità

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Il concetto di autoefficacia si riferisce alla  valutazioni che le persone danno della propria capacità di  mettere in atto particolari corsi di azioni in ambiti specifici.
Non dipende dal numero di competenze che la persona possiede, ma di quello che si crede di poter fare con esse.  Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano le motivazioni personali e agiscono.
I concetti di autostima e di autoefficacia non coincidono,  anche se si possono influenzare reciprocamente. L’autostima corrisponde al senso globale del proprio valore, mentre l’autoefficacia è la percezione della propria capacità definita in un contesto specifico, in certe particolari prove con cui l’individuo si confronta. Continua a leggere “Autoefficacia: credere nelle proprie capacità”

Il Sogno

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“E’  molto probabile  che il sognatore sappia che cosa significhi il suo sogno, solo non sa di saperlo e per questo crede di non saperlo.  Si tratta solo di metterlo in grado di scoprire quello che sa e di comunicarcelo. Non pretendiamo che ci dica subito il senso del suo sogno, ma egli potrà scoprirne l’origine, la cerchia di pensieri e di interessi da cui proviene”.

Per Freud il sogno è  un’attività psichica organizzata, diversa dalla veglia, con sue leggi. E’ una formazione psichica densa di significato, una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l’interpretazione, possono essere riportati alla luce. Continua a leggere “Il Sogno”

L’ascolto Psicoanalitico: sensibilità, ascolto ed empatia

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Le parole possono servire sia da barriere che da ponti alla comunicazione; si possono usare per nascondere o per rivelare, possono essere armi, grida di aiuto, strumenti di finzione, mezzi per mettere alla prova una persona, o doni. E’ importante essere consapevoli, quindi, dell’impatto di ciò che avviene al di là delle parole.
In psicoterapia l’ascolto del paziente non è solo ascolto delle sue parole, ma è soprattutto prestare attenzione a cosa può esserci oltre alle parole, in particolare alle sue comunicazioni affettive o inconsce. Continua a leggere “L’ascolto Psicoanalitico: sensibilità, ascolto ed empatia”

Il significato dei Sintomi

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Il sintomo è l’indizio di uno stato patologico, un fenomeno soggettivo avvertito dal paziente e che va poi decodificato. E’ la manifestazione di un  processo sottostante,  e si possono distinguere sintomi primari (vicini alla causa) e sintomi secondari (più lontani dalla causa).  Il sintomo assume significati diversi a seconda del quadro teorico di riferimento utilizzato nella comprensione del disturbo psichico.
In psicoanalisi Freud individua come causa della formazione del sintomo il processo di rimozione: è un processo inconscio che permette di escludere dalla coscienza rappresentazioni mentali in contrasto con altre esigenze psichiche; la parte cosciente tende a tenere lontano  dalla coscienza ciò che è stato rimosso trovandolo inaccettabile, mentre ciò che è stato rimosso spinge per voler tornare alla coscienza, (ritorno del rimosso) ma in forma deformata, assumendo le caratteristiche del sintomo. Continua a leggere “Il significato dei Sintomi”

Il Conflitto

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Il conflitto  è una contrapposizione tra istanze contrastanti, “una situazione che si determina tutte le volte che su un individuo agiscono contemporaneamente due forze psichiche di intensità più o meno uguale, ma di opposta direzione” (Lewin).
Il conflitto  può manifestarsi tra un individuo e l’altro, o tra l’individuo e un gruppo di appartenenza, oppure all’intero dell’individuo stesso, tra parti diverse della propria personalità, o tra sentimenti ed emozioni contrastanti. Inoltre il conflitto può essere manifesto o latente, cosciente o inconscio. In ogni caso, e in qualunque modo si configuri, il conflitto pone l’individuo in uno stato di difficoltà, di disagio e di scelta. Continua a leggere “Il Conflitto”

La Felicità come Realizzazione di se stessi

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Nel pensiero di Aristotele tutte le azioni che gli uomini compiono e le decisioni che prendono,  hanno una finalità (anche se possono in qualche caso non esserne consapevoli),  e il fine a cui tutte le cose tendono è il bene. “Ogni arte e ogni ricerca scientifica e similmente ogni azione e ogni scelta deliberata tende ad un bene; perciò si è dichiarato che il bene è ciò a cui tutte le cose tendono”.
Aristotele non prevede che esista un “bene in sè“, un modello ideale e astratto al quale partecipano tutte le “cose buone“; parte invece a ricercare il bene nelle cose reali, un’azione o una cosa non è buona in sè, fuori dallo specifico contesto, ma è buona in quanto conduce al bene dell’uomo. Continua a leggere “La Felicità come Realizzazione di se stessi”

Pensieri Ossessivi

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I termini “ossessivo”, “ossessioni” e “ossessività” derivano da un verbo latino che significa “assediare”; infatti il funzionamento del paziente ossessivo è caratterizzato da pensieri o atti che “lo perseguitano”, come se fosse assediato interiormente. Nel disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) si verifica l’ intrusione nella coscienza di pensieri o rappresentazioni mentali (ossessioni) o di spinte impellenti all’azione (compulsioni) che si impongono e permangono nonostante gli sforzi del paziente a liberarsene.
Le ossessioni sono pensieri ricorrenti e persistenti o immagini che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati. L’individuo tenta di ignorare o sopprimere tali pensieri o immagini, tenta di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (es. eseguendo una compulsione). Continua a leggere “Pensieri Ossessivi”

Infatuazione Patologica – la ricerca dell’Uomo Impossibile

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Nel pensiero di Freud, quando ci si innamora l’Io si svuota di caratteristiche libidiche che invece vanno ad investire l’oggetto d’amore, che diventa sostituto dell’Ideale dell’Io. Altri autori, come Chasseguet-Smirgel, invece sottolineano l’arricchimento del Sè della persona innamorata.
In circostanze normali un oggetto d’amore che non ricambia viene abbandonato, dopo aver superato  un processo di lutto. Quando l’amore è ricambiato invece, si verifica un aumento dell’autostima di entrambi.
La differenza tra un innamoramento normale e uno di tipo masochistico risiede proprio nel fatto che le personalità masochistiche sono fortemente attratte da oggetti che non corrispondono. In queste situazioni si sceglie inconsciamente qualcuno che è  riluttante o incapace di ricambiare l’amore. Continua a leggere “Infatuazione Patologica – la ricerca dell’Uomo Impossibile”

L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto

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Nella teorizzazione di Jung l’inconscio personale contiene elementi inaccettabili dal proprio Io e anche materiale temporaneamente uscito dalla coscienza. Contiene le parti non sviluppate della propria personalità ed elementi dell’inconscio collettivo (che raccoglie immagini archetipiche comuni a tutte le persone).
L’Io è il centro cosciente che media tra l’inconscio e la realtà esterna; grossa parte dello sviluppo psicologico umano consiste proprio nel creare un Io forte e allo stesso tempo flessibile, che possa mediare tra gli stimoli provenienti dall’inconscio e quelli provenienti dal mondo esterno in modo equilibrato, senza restare sopraffatto da nessuna delle due parti. Continua a leggere “L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto”

L’Organizzazione Borderline di Personalità

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Knight (1953) descrive nei casi al limite la predominanza dei processi primari su quelli secondari di pensiero come tratto psicodinamico fondamentale, sottolinea come questi pazienti nascondano, dietro un apparente funzionamento tipicamente nevrotico, una “regressione” e una severa debolezza dell’Io, posizionando la loro patologia al confine tra nevrosi e psicosi .
Kernberg (1975) parla di una organizzazione borderline di personalità riferendosi a una serie di patologie che hanno in comune alcuni specifici tratti psicopatologici. Il più basilare è la diffusione di identità, caratterizzata da difficoltà croniche a valutare in maniera integrata le proprie motivazioni, comportamenti e interazioni interpersonali, nonché le motivazioni e le caratteristiche degli altri. Questo è alla base di difficoltà interpersonali croniche, interazioni caotiche nei rapporti intimi, e del fallimento nell’instaurare rapporti empatici. Clinicamente la diffusione di identità fa riferimento ad una scarsa integrazione tra il Sé e gli oggetti significativi; si manifesta con esperienze soggettive di vuoto cronico, percezioni contraddittorie del Sé, comportamento oscillante che non può essere emotivamente integrato, una visione degli altri piatta, superficiale ed impoverita. Continua a leggere “L’Organizzazione Borderline di Personalità”

Attacchi di Panico

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Il disturbo da attacchi di panico è un disturbo caratterizzato da inaspettati e ricorrenti attacchi di panico, episodi acuti di ansia accompagnata da sintomi somatici e cognitivi.
I sintomi più comuni che coinvolgono il corpo, sono: rossore al viso; capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi; formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso; difficoltà respiratoria, nausea;  aumento della sudorazione oppure brividi; tachicardia o palpitazioni.
I sintomi cognitivi sono  paura di impazzire, di perdere il controllo, paura di morire. Generalmente  gli attacchi di panico raggiungono rapidamente l’apice e sono di breve durata (di solito 10 minuti o meno).
Si tratta per il paziente di un’esperienza molto intensa tale da ricordarsi poi con precisione, anche a distanza di molto tempo, l’occasione nella quale si è verificato il primo attacco di panico. Da lì in poi è probabile che si sviluppi il timore di poter avere un nuovo attacco; questo fenomeno viene definito ansia anticipatoria. Continua a leggere “Attacchi di Panico”

Le relazioni Narcisistiche

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Il concetto di  narcisismo in ambito clinico è usato per riferirsi a una regolazione normale o patologica dell’autostima; ci sono quindi vari livelli di gravità, dalla normalità alla patologia.
Il narcisismo normale è caratterizzato da una buona regolazione dell’autostima, c’è un adeguato investimento su di sè, la capacità di prendersi cura si sè e di valorizzarsi in misura adeguata. Nelle relazioni interpersonali l’altro viene percepito nella sua interezza, come persona separata, coi sui bisogni e desideri, c’è capacità di empatia, capacità di preoccuparsi per i bisogni dell’altro e capacità di amare in modo sano. Continua a leggere “Le relazioni Narcisistiche”

Innamoramento e Amore maturo

psicologia articoli innamoramento e amoreL’amore attraversa le storie delle nostre vite, ne parlano da sempre scrittori, poeti, filosofi, è stato oggetto di studi e ricerche, eppure  la sua natura sfuggente  non riesce mai ad essere afferrata del tutto.
In psicologia l’amore è  definito come un rapporto a due con alla base uno scambio emotivo di intensità e durata variabili; è promosso dal bisogno fisiologico di soddisfazione sessuale, e dal bisogno psicologico di scambio affettivo. Mette in discussione la  nostra illusione di essere autonomi e indipendenti e di non avere bisogno di nessuno.
Il bisogno di amare e di essere amati può essere inteso come prototipo di ogni bisogno umano, e di ogni relazione tra esseri umani. Essere amati è desiderare di essere visti, e conosciuti, riconosciuti per quello che si è nella nostra interiorità, nei nostri desideri più profondi; amare è, allo stesso modo, vedere ed apprezzare l’altro nella sua essenza più profonda. La psicoanalisi può offrire uno sguardo articolato su questo complesso sentimento umano. Continua a leggere “Innamoramento e Amore maturo”

Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia

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Dalla nascita, per tutta la crescita, il bambino deve passare da una dipendenza totale ad un’indipendenza, che è sopratutto un’indipendenza psicologica. Nei primi tre anni di vita si pongono le basi per uno sviluppo sano dell’autonomia; è un processo in cui il bambino agisce in relazione alla madre e al padre, un processo in cui i movimenti, i progressi del bambino sono interconnessi e interdipendenti a quelli dei suoi genitori.
Mahler distingue tra nascita biologica e nascita psicologica che non coincidono nel tempo: la prima è un evento osservabile e ben circoscritto nel tempo; la seconda è un processo intrapsichico che si svolge lentamente. Descrive le fasi dello sviluppo psicologico del bambino: Continua a leggere “Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia”

Tempi del Cambiamento

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Il mestiere di psicoterapeuta è fatto di cose lente, segue i tempi del cambiamento interno, ci si abitua a notare le sfumature delle cose che mutano piano piano, si procede per piccoli passi, sintonizzandosi coi bisogni dei pazienti e si aspetta, si aspetta: la pazienza è una caratteristica fondamentale, per entrambi.
Poi arrivano dei momenti, che sembrano improvvisi, come usciti dal nulla, in cui si ha la chiara percezione che è avvenuto un passaggio, un’evoluzione, è come sentire una voce che parla forte, dopo tanto tempo trascorso a sussurrare. Continua a leggere “Tempi del Cambiamento”

Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni

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Bowlby teorizza l’attaccamento come predisposizione biologica del piccolo verso la persona che gli assicura la sopravvivenza, prendendosi cura di lui. L’attaccamento è un sistema comportamentale innato di primaria importanza nello sviluppo del bambino, finalizzato a permettere di instaurare una specifica relazione con la madre. Il comportamento di attaccamento si attiva in situazioni di pericolo o bisogno ed è volto ad aumentare la vicinanza della madre che assicura protezione e cura.  Sono il bisogno di contatto e di conforto a muovere il piccolo verso una figura di attaccamento. Continua a leggere “Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni”

Autostima : una buona immagine di sé

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L’autostima può essere definita in termini generali come la considerazione che un individuo ha di se stesso; si mantiene costante nel tempo ed è piuttosto difficile cambiarla anche se le prove oggettive smentiscono l’opinione che la persona si è fatta.
I nostri pensieri, le nostre convinzioni, le  nostre aspettative  condizionano i nostri comportamenti: “siamo ciò che pensiamo”, diventiamo ciò che  crediamo di essere.
Siamo continuamente impegnati nell’elaborare valutazioni sul mondo e su noi stessi.
La capacità di valutare ci offre una guida, una mappa per orientarci, rende efficaci i nostri comportamenti, ci serve per sapere cosa è buono e cosa è cattivo, quanto lo è e per quale motivo. Continua a leggere “Autostima : una buona immagine di sé”

La Conclusione della Psicoterapia

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La conclusione di una terapia non sempre avviene in modo regolare e ordinato, a volte è determinata da fattori esterni, altre volte il paziente decide di interrompere appena i sintomi si sono alleviati, ma quando le cose vanno bene il percorso di terapia arriva ad una sua naturale conclusione, di solito un momento concordato insieme tra paziente e terapeuta che valutano il lavoro svolto e possono entrambi ritenersi soddisfatti dei risultati raggiunti. Non si è verificata soltanto una riduzione dei sintomi iniziali, ma sono avvenuti dei cambiamenti che il paziente riesce a identificare chiaramente, e che hanno effetti nella sua vita di tutti i giorni ampliandone le potenzialità. Il paziente riesce a cavarsela con ciò che accade nella sua mente, contemporaneamente la sua vita fuori dell’analisi diventa più soddisfacente; le difficoltà ed i conflitti possono essere affrontati e tollerati. Continua a leggere “La Conclusione della Psicoterapia”