Il setting: contenitore di emozioni

setting in psicoterapia

Per setting si intende l’insieme di regole  che devono essere rispettate perché sia possibile il processo psicoanalitico;  comprende sia condizioni formali come lo studio, l’orario, il pagamento, le vacanze, sia il particolare assetto interno del terapeuta caratterizzato dall’ascolto, il contenimento, l’empatia, la neutralità.
La cornice del setting, il quadro, coi suoi contorni e i suoi confini, serve ad impedire interferenze nell’attività associativa del paziente e in quella del terapeuta, creando uno spazio protetto rispetto alla realtà esterna, e favorisce anche il contenimento della sofferenza psichica,  a tutela sia del paziente che del  terapeuta.
Il setting quindi si configura come un insieme di regole formali esterne e di atteggiamenti mentali interni del terapeuta che rende possibile lo svolgersi del lavoro analitico, favorendo una  comunicazione non inibita da parte del paziente. I confini e le regole del lavoro vengono concordate all’inizio del trattamento, paziente e terapeuta  costruiscono insieme il campo entro cui potranno lavorare in sicurezza, in un clima accogliente, chiaro e reciprocamente condiviso; l’integrità del setting garantisce il tranquillo fluire delle interazioni nello spazio  analitico. Continua a leggere “Il setting: contenitore di emozioni”

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