Autoefficacia: credere nelle proprie capacità

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Il concetto di autoefficacia si riferisce alla  valutazioni che le persone danno della propria capacità di  mettere in atto particolari corsi di azioni in ambiti specifici.
Non dipende dal numero di competenze che la persona possiede, ma di quello che si crede di poter fare con esse.  Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano le motivazioni personali e agiscono.
I concetti di autostima e di autoefficacia non coincidono,  anche se si possono influenzare reciprocamente. L’autostima corrisponde al senso globale del proprio valore, mentre l’autoefficacia è la percezione della propria capacità definita in un contesto specifico, in certe particolari prove con cui l’individuo si confronta. Continua a leggere “Autoefficacia: credere nelle proprie capacità”

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La Felicità come Realizzazione di se stessi

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Nel pensiero di Aristotele tutte le azioni che gli uomini compiono e le decisioni che prendono,  hanno una finalità (anche se possono in qualche caso non esserne consapevoli),  e il fine a cui tutte le cose tendono è il bene. “Ogni arte e ogni ricerca scientifica e similmente ogni azione e ogni scelta deliberata tende ad un bene; perciò si è dichiarato che il bene è ciò a cui tutte le cose tendono”.
Aristotele non prevede che esista un “bene in sè“, un modello ideale e astratto al quale partecipano tutte le “cose buone“; parte invece a ricercare il bene nelle cose reali, un’azione o una cosa non è buona in sè, fuori dallo specifico contesto, ma è buona in quanto conduce al bene dell’uomo. Continua a leggere “La Felicità come Realizzazione di se stessi”

L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto

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Nella teorizzazione di Jung l’inconscio personale contiene elementi inaccettabili dal proprio Io e anche materiale temporaneamente uscito dalla coscienza. Contiene le parti non sviluppate della propria personalità ed elementi dell’inconscio collettivo (che raccoglie immagini archetipiche comuni a tutte le persone).
L’Io è il centro cosciente che media tra l’inconscio e la realtà esterna; grossa parte dello sviluppo psicologico umano consiste proprio nel creare un Io forte e allo stesso tempo flessibile, che possa mediare tra gli stimoli provenienti dall’inconscio e quelli provenienti dal mondo esterno in modo equilibrato, senza restare sopraffatto da nessuna delle due parti. Continua a leggere “L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto”

Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia

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Dalla nascita, per tutta la crescita, il bambino deve passare da una dipendenza totale ad un’indipendenza, che è sopratutto un’indipendenza psicologica. Nei primi tre anni di vita si pongono le basi per uno sviluppo sano dell’autonomia; è un processo in cui il bambino agisce in relazione alla madre e al padre, un processo in cui i movimenti, i progressi del bambino sono interconnessi e interdipendenti a quelli dei suoi genitori.
Mahler distingue tra nascita biologica e nascita psicologica che non coincidono nel tempo: la prima è un evento osservabile e ben circoscritto nel tempo; la seconda è un processo intrapsichico che si svolge lentamente. Descrive le fasi dello sviluppo psicologico del bambino: Continua a leggere “Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia”

Tempi del Cambiamento

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Il mestiere di psicoterapeuta è fatto di cose lente, segue i tempi del cambiamento interno, ci si abitua a notare le sfumature delle cose che mutano piano piano, si procede per piccoli passi, sintonizzandosi coi bisogni dei pazienti e si aspetta, si aspetta: la pazienza è una caratteristica fondamentale, per entrambi.
Poi arrivano dei momenti, che sembrano improvvisi, come usciti dal nulla, in cui si ha la chiara percezione che è avvenuto un passaggio, un’evoluzione, è come sentire una voce che parla forte, dopo tanto tempo trascorso a sussurrare. Continua a leggere “Tempi del Cambiamento”

Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni

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Bowlby teorizza l’attaccamento come predisposizione biologica del piccolo verso la persona che gli assicura la sopravvivenza, prendendosi cura di lui. L’attaccamento è un sistema comportamentale innato di primaria importanza nello sviluppo del bambino, finalizzato a permettere di instaurare una specifica relazione con la madre. Il comportamento di attaccamento si attiva in situazioni di pericolo o bisogno ed è volto ad aumentare la vicinanza della madre che assicura protezione e cura.  Sono il bisogno di contatto e di conforto a muovere il piccolo verso una figura di attaccamento. Continua a leggere “Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni”

Resilienza – la capacità di resistere agli urti della vita

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La resilienza è un concetto complesso ed è definita come la capacità di un esito favorevole dello sviluppo nonostante circostanze avverse e traumatiche.
Il  termine è derivato dalla scienza dei materiali e indica la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione.
Gli studi sulla resilienza mostrano che un numero significativo di individui ha la capacità di trasformare un evento critico e potenzialmente destabilizzante in un’opportunità di apprendimento e crescita.
Non è solo capacità di resistere, ma anche di ricostruire la propria dimensione, il proprio percorso di vita, trovando una nuova chiave di lettura di sé, degli altri e del mondo, scoprendo una nuova forza per superare le avversità.
La resilienza è il prodotto di un’interazione di fattori bio-psico-sociali:

Continua a leggere “Resilienza – la capacità di resistere agli urti della vita”

Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-

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Platone immagina gli uomini chiusi in una caverna, gambe e collo incatenati, impossibilitati a volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli uomini incatenati vi è una strada rialzata e un muricciolo, sopra la strada alcuni uomini parlano, portano oggetti, si affaccendano nella vita di tutti i giorni. Gli uomini incatenati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, che scambiano per la realtà. Continua a leggere “Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-“

La preoccupazione materna primaria

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Il concetto di holding indica una delle principali funzioni che il caregiver esercita nella relazione con il bambino: il contenimento, l’abbracciare, il tenere tra le braccia.
L’essenza dell’esperienza del bambino sta nella dipendenza dalle cure materne che forniscono un ambiente che sostiene, entro cui il figlio è contenuto e sperimentato. Winnicott usa il termine “contenimento” intendendo in senso esteso tutto ciò che la madre è e fa in questo periodo. Questa funzione è naturale in una madre per la sua preoccupazione materna primaria, e si basa sull’empatia e non sulla comprensione razionale. Continua a leggere “La preoccupazione materna primaria”

I Bambini e le loro Madri – La madre sufficientemente buona

madre sufficientemente buona psicologia e psicoterapia rhoDonald Winnicott ha avuto il merito di liberare la figura materna dall’incombenza del dover essere perfetta e infallibile.
Descrive la figura della madre non come dispensatrice di cura e amore senza sviste, lacune, imprecisioni, ma come una madre imperfetta, sana e affettivamente presente. La madre “sufficientemente buona” è per Winnicott una donna spontanea, autentica e vera che, con ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoramenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore. Winnicott sottolinea quanto sia importante l’intuito dei genitori per fare le cose giuste, abbinato all’ambivalenza e ai sensi di colpa, che rendono i genitori persone sensibili. Continua a leggere “I Bambini e le loro Madri – La madre sufficientemente buona”

Motivazione ed Autorealizzazione

La motivazione è l’insieme dei bisogni che sono alla base del comportamento che rappresenta l’esito dell’agire. Essa è determinata da due elementi: le competenze, che rappresentano ciò che l’individuo è in grado di fare, e i valori personali, che rappresentano il nucleo di idee che guidano l’individuo nelle cose che comunemente svolge.
La spinta motivazionale è innescata quando l’individuo avverte un bisogno ovvero uno squilibrio tra una situazione attuale e una situazione meta desiderata. La motivazione è ciò che mette in moto, una condizione interna che produce energia per dirigere il comportamento verso una meta. Raggiunta la meta si ristabilisce l’equilibrio con una sensazione di rilassamento e soddisfazione. La motivazione comincia sempre col sorgere di una tensione che può derivare da una carenza organica o da timoli esterni o anche da uno stato d’animo. Continua a leggere “Motivazione ed Autorealizzazione”

L’Oggetto Transizionale

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Winnicott definisce l’oggetto transizionale come il primo possesso non-me. Con il termine oggetto transizionale o fenomeno transizionale si designa l’area intermedia di esperienza tra la suzione del pollice e l’instaurarsi di una vera relazione d’oggetto.
I più comuni sono i peluche, fazzoletti o copertine. Sono oggetti importanti, affettivamente investiti dal bambino “vengono succhiati, abbracciati, lo tengono a galla nei momenti di solitudine o insicurezza, gli danno piacere e fungono da calmante”. Il bambino attribuisce loro un nome, sono essenziali caratteristiche come la trama e l’odore perciò non si deve lavarli troppo spesso, né dimenticarli quando ci si allontana da casa. “ Se siete accorti lascerete che questi oggetti si logorino lentamente… non dovete né distruggerli, né perderli, né darli via”. Continua a leggere “L’Oggetto Transizionale”

Papà di un maschio, Papà di una femmina

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Essere padre di un maschio o di una femmina comporta identificazioni, investimenti psichici e vissuti diversi.
Può accadere che nei confronti del figlio maschio il padre abbia delle aspettative che sono legate alla sua stessa infanzia ed adolescenza, può nascere una competizione e, a volte, una più o meno esplicita rivalità, di cui il genitore può non essere consapevole. In dinamiche di questo tipo i padri possono sentire minacciato il loro ruolo e la loro autorità quando il figlio cresce, diventa difficile sostenere e supportare il ragazzo nel momento in cui ne ha più bisogno, tendono invece a scoraggiarlo. Continua a leggere “Papà di un maschio, Papà di una femmina”

Momenti di Crisi

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Termine di origine greca (scelgo, discrimino, separo, decido). In ambito psicologico si riferisce ad un momento della vita caratterizzato dalla rottura dell’equilibrio precedentemente acquisito e dalla necessità di trasformare gli schemi consueti di comportamento che si rivelano non più adeguati.

K. Jaspers definisce la crisi come un punto di passaggio dove “tutto subisce un cambiamento subitaneo dal quale l’individuo esce trasformato, sia dando origine ad una nuova risoluzione, sia andando verso la decadenza”.

In psicologia clinica si distinguono le crisi evolutive o di sviluppo intrinsecamente legate alla crescita di ogni individuo, come l’adolescenza, la menopausa, ecc, e le crisi accidentali come una malattia, la perdita di una persona cara o un cambiamento repentino nel lavoro.
Le crisi evolutive assumono diversi significati a seconda del contesto culturale in cui si presentano, le crisi accidentali invece riguardano tutte quelle situazioni di vita il cui irrompere improvviso può minacciare l’equilibrio psicologico raggiunto dall’individuo. Continua a leggere “Momenti di Crisi”