Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia

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Dalla nascita, per tutta la crescita, il bambino deve passare da una dipendenza totale ad un’indipendenza, che è sopratutto un’indipendenza psicologica. Nei primi tre anni di vita si pongono le basi per uno sviluppo sano dell’autonomia; è un processo in cui il bambino agisce in relazione alla madre e al padre, un processo in cui i movimenti, i progressi del bambino sono interconnessi e interdipendenti a quelli dei suoi genitori.
Mahler distingue tra nascita biologica e nascita psicologica che non coincidono nel tempo: la prima è un evento osservabile e ben circoscritto nel tempo; la seconda è un processo intrapsichico che si svolge lentamente. Descrive le fasi dello sviluppo psicologico del bambino: Continua a leggere “Dalla Simbiosi alla Separazione: verso l’Autonomia”

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Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni

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Bowlby teorizza l’attaccamento come predisposizione biologica del piccolo verso la persona che gli assicura la sopravvivenza, prendendosi cura di lui. L’attaccamento è un sistema comportamentale innato di primaria importanza nello sviluppo del bambino, finalizzato a permettere di instaurare una specifica relazione con la madre. Il comportamento di attaccamento si attiva in situazioni di pericolo o bisogno ed è volto ad aumentare la vicinanza della madre che assicura protezione e cura.  Sono il bisogno di contatto e di conforto a muovere il piccolo verso una figura di attaccamento. Continua a leggere “Attaccamento Sicuro: base per le future relazioni”

La madre tra assenza e desiderio

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Per ogni bambino è fondamentale poter fare esperienza tanto della presenza della madre quanto della sua assenza. La presenza senza alternanza con l’assenza può diventare soffocante, mentre l’assenza può suscitare vissuti  depressivi ed abbandonici.
Lo psicanalista Recalcati nel suo libro “Le mani della madre”  tratteggia la figura materna tra i due estremi dell’eccessiva presenza (madre coccodrillo) e dell’eccessiva assenza (madre narcisistica). La prima è  la madre del sacrificio, della disponibilità totale, dell’amore senza limiti, la seconda è la donna che rifiuta tendenzialmente la maternità in quanto a prevalere è la propria immagine narcisistica. Continua a leggere “La madre tra assenza e desiderio”

La preoccupazione materna primaria

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Il concetto di holding indica una delle principali funzioni che il caregiver esercita nella relazione con il bambino: il contenimento, l’abbracciare, il tenere tra le braccia.
L’essenza dell’esperienza del bambino sta nella dipendenza dalle cure materne che forniscono un ambiente che sostiene, entro cui il figlio è contenuto e sperimentato. Winnicott usa il termine “contenimento” intendendo in senso esteso tutto ciò che la madre è e fa in questo periodo. Questa funzione è naturale in una madre per la sua preoccupazione materna primaria, e si basa sull’empatia e non sulla comprensione razionale. Continua a leggere “La preoccupazione materna primaria”

I Bambini e le loro Madri – La madre sufficientemente buona

madre sufficientemente buona psicologia e psicoterapia rhoDonald Winnicott ha avuto il merito di liberare la figura materna dall’incombenza del dover essere perfetta e infallibile.
Descrive la figura della madre non come dispensatrice di cura e amore senza sviste, lacune, imprecisioni, ma come una madre imperfetta, sana e affettivamente presente. La madre “sufficientemente buona” è per Winnicott una donna spontanea, autentica e vera che, con ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoramenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore. Winnicott sottolinea quanto sia importante l’intuito dei genitori per fare le cose giuste, abbinato all’ambivalenza e ai sensi di colpa, che rendono i genitori persone sensibili. Continua a leggere “I Bambini e le loro Madri – La madre sufficientemente buona”

L’Oggetto Transizionale

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Winnicott definisce l’oggetto transizionale come il primo possesso non-me. Con il termine oggetto transizionale o fenomeno transizionale si designa l’area intermedia di esperienza tra la suzione del pollice e l’instaurarsi di una vera relazione d’oggetto.
I più comuni sono i peluche, fazzoletti o copertine. Sono oggetti importanti, affettivamente investiti dal bambino “vengono succhiati, abbracciati, lo tengono a galla nei momenti di solitudine o insicurezza, gli danno piacere e fungono da calmante”. Il bambino attribuisce loro un nome, sono essenziali caratteristiche come la trama e l’odore perciò non si deve lavarli troppo spesso, né dimenticarli quando ci si allontana da casa. “ Se siete accorti lascerete che questi oggetti si logorino lentamente… non dovete né distruggerli, né perderli, né darli via”. Continua a leggere “L’Oggetto Transizionale”