Cambiare, rimanendo se stessi

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Nella concezione della mente di Bromberg le molteplici configurazioni degli stati del Sè, nel loro alternarsi, sono viste come una caratteristica costitutiva, non patologica, dell’essere umano.
La relazione terapeutica è vista, di conseguenza, come un luogo di intreccio e interazione tra le multiple realtà di entrambi i partecipanti, paziente e terapeuta.
I diversi stati del Sé, propri di ogni individuo, sono in relazione dialettica, un movimento continuo tra separatezza e unitarietà; il funzionamento è  ottimale quando i diversi stati del Sè possono  negoziare e comunicare con gli altri stati del Sé, così il soggetto ha la sensazione di un Sé unitario. L’illusione  di  possedere  un  Sé  integro  ed  unitario è sana e  svolge  un’importante  funzione psicologica adattiva. Continue reading “Cambiare, rimanendo se stessi”

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Il setting: contenitore di emozioni

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Per setting si intende l’insieme di regole  che devono essere rispettate perché sia possibile il processo psicoanalitico;  comprende sia condizioni formali come lo studio, l’orario, il pagamento, le vacanze, sia il particolare assetto interno del terapeuta caratterizzato dall’ascolto, il contenimento, l’empatia, la neutralità.
La cornice del setting, il quadro, coi suoi contorni e i suoi confini, serve ad impedire interferenze nell’attività associativa del paziente e in quella del terapeuta, creando uno spazio protetto rispetto alla realtà esterna, e favorisce anche il contenimento della sofferenza psichica,  a tutela sia del paziente che del  terapeuta.
Il setting quindi si configura come un insieme di regole formali esterne e di atteggiamenti mentali interni del terapeuta che rende possibile lo svolgersi del lavoro analitico, favorendo una  comunicazione non inibita da parte del paziente. I confini e le regole del lavoro vengono concordate all’inizio del trattamento, paziente e terapeuta  costruiscono insieme il campo entro cui potranno lavorare in sicurezza, in un clima accogliente, chiaro e reciprocamente condiviso; l’integrità del setting garantisce il tranquillo fluire delle interazioni nello spazio  analitico. Continue reading “Il setting: contenitore di emozioni”

Motivazioni Inconsce

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Col termine “motivazione”  si indicano tutti quei processi implicati nell’iniziare, perseguire, e mantenere qualunque attività fisica o psicologica.
Un comportamento di solito non dipende in modo  diretto ed esclusivo da una sola spinta motivazionale; in genere, si tratta di una concatenazione di diverse motivazioni.
L’uomo non è un essere solo razionale, anzi, Freud mostra come gran parte della nostra attività mentale sia inconscia; non siamo consapevoli  delle cause di molti dei nostri comportamenti e delle nostre scelte. Continue reading “Motivazioni Inconsce”

Il Sogno

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“E’  molto probabile  che il sognatore sappia che cosa significhi il suo sogno, solo non sa di saperlo e per questo crede di non saperlo.  Si tratta solo di metterlo in grado di scoprire quello che sa e di comunicarcelo. Non pretendiamo che ci dica subito il senso del suo sogno, ma egli potrà scoprirne l’origine, la cerchia di pensieri e di interessi da cui proviene”.

Per Freud il sogno è  un’attività psichica organizzata, diversa dalla veglia, con sue leggi. E’ una formazione psichica densa di significato, una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l’interpretazione, possono essere riportati alla luce. Continue reading “Il Sogno”

L’ascolto Psicoanalitico: sensibilità, ascolto ed empatia

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Le parole possono servire sia da barriere che da ponti alla comunicazione; si possono usare per nascondere o per rivelare, possono essere armi, grida di aiuto, strumenti di finzione, mezzi per mettere alla prova una persona, o doni. E’ importante essere consapevoli, quindi, dell’impatto di ciò che avviene al di là delle parole.
In psicoterapia l’ascolto del paziente non è solo ascolto delle sue parole, ma è soprattutto prestare attenzione a cosa può esserci oltre alle parole, in particolare alle sue comunicazioni affettive o inconsce. Continue reading “L’ascolto Psicoanalitico: sensibilità, ascolto ed empatia”

Il significato dei Sintomi

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Il sintomo è l’indizio di uno stato patologico, un fenomeno soggettivo avvertito dal paziente e che va poi decodificato. E’ la manifestazione di un  processo sottostante,  e si possono distinguere sintomi primari (vicini alla causa) e sintomi secondari (più lontani dalla causa).  Il sintomo assume significati diversi a seconda del quadro teorico di riferimento utilizzato nella comprensione del disturbo psichico.
In psicoanalisi Freud individua come causa della formazione del sintomo il processo di rimozione: è un processo inconscio che permette di escludere dalla coscienza rappresentazioni mentali in contrasto con altre esigenze psichiche; la parte cosciente tende a tenere lontano  dalla coscienza ciò che è stato rimosso trovandolo inaccettabile, mentre ciò che è stato rimosso spinge per voler tornare alla coscienza, (ritorno del rimosso) ma in forma deformata, assumendo le caratteristiche del sintomo. Continue reading “Il significato dei Sintomi”

Il Conflitto

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Il conflitto  è una contrapposizione tra istanze contrastanti, “una situazione che si determina tutte le volte che su un individuo agiscono contemporaneamente due forze psichiche di intensità più o meno uguale, ma di opposta direzione” (Levin).
Il conflitto  può manifestarsi tra un individuo e l’altro, o tra l’individuo e un gruppo di appartenenza, oppure all’intero dell’individuo stesso, tra parti diverse della propria personalità, o tra sentimenti ed emozioni contrastanti. Inoltre il conflitto può essere manifesto o latente, cosciente o inconscio. In ogni caso, e in qualunque modo si configuri, il conflitto pone l’individuo in uno stato di difficoltà, di disagio e di scelta. Continue reading “Il Conflitto”

L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto

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Nella torizzazione di Jung l’inconscio personale contiene elementi inaccettabili dal proprio Io e anche materiale temporaneamente uscito dalla coscienza. Contiene le parti non sviluppate della propria personalità ed elementi dell’inconscio collettivo (che raccoglie immagini archetipiche comuni a tutte le persone).
L’Io è il centro cosciente che media tra l’inconscio e la realtà esterna; grossa parte dello sviluppo psicologico umano consiste proprio nel creare un Io forte e allo stesso tempo flessibile, che possa mediare tra gli stimoli provenienti dall’inconscio e quelli provenienti dal mondo esterno in modo equilibrato, senza restare sopraffatto da nessuna delle due parti. Continue reading “L’ Ombra: il nostro Lato Nascosto”

Tempi del Cambiamento

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Il mestiere di psicoterapeuta è fatto di cose lente, segue i tempi del cambiamento interno, ci si abitua a notare le sfumature delle cose che mutano piano piano, si procede per piccoli passi, sintonizzandosi coi bisogni dei pazienti e si aspetta, si aspetta: la pazienza è una caratteristica fondamentale, per entrambi.
Poi arrivano dei momenti, che sembrano improvvisi, come usciti dal nulla, in cui si ha la chiara percezione che è avvenuto un passaggio, un’evoluzione, è come sentire una voce che parla forte, dopo tanto tempo trascorso a sussurrare. Continue reading “Tempi del Cambiamento”

La Conclusione della Psicoterapia

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La conclusione di una terapia non sempre avviene in modo regolare e ordinato, a volte è determinata da fattori esterni, altre volte il paziente decide di interrompere appena i sintomi si sono alleviati, ma quando le cose vanno bene il percorso di terapia arriva ad una sua naturale conclusione, di solito un momento concordato insieme tra paziente e terapeuta che valutano il lavoro svolto e possono entrambi ritenersi soddisfatti dei risultati raggiunti. Non si è verificata soltanto una riduzione dei sintomi iniziali, ma sono avvenuti dei cambiamenti che il paziente riesce a identificare chiaramente, e che hanno effetti nella sua vita di tutti i giorni ampliandone le potenzialità. Il paziente riesce a cavarsela con ciò che accade nella sua mente, contemporaneamente la sua vita fuori dell’analisi diventa più soddisfacente; le difficoltà ed i conflitti possono essere affrontati e tollerati. Continue reading “La Conclusione della Psicoterapia”

La funzione di Holding in Psicoterapia

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Secondo Winnicott l’essenza dell’esperienza del bambino sta nella dipendenza dalle cure materne. La funzione della madre, più che sulla comprensione intellettuale dei bisogni del bambino, si basa sull’empatia, la capacità di comprensione emozionale. In psicoterapia la capacità di separazione e la sua elaborazione è cruciale, corrisponde alla maturità affettiva. Winnicott descrive questa situazione come “capacità di essere solo in presenza dell’altro”, cioè il bambino ha intrioiettato una figura materna presente ma non intrusiva. La possibilità di stare con gli altri, di cooperare e avere relazioni buone nelle successive fasi di sviluppo, deriva dalla capacità di essere autonomi. Continue reading “La funzione di Holding in Psicoterapia”

Ritualità e Spontaneità tra terapeuta e paziente

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Irwin Hoffman si è occupato di articolare alcune ipotesi sull’interazione terapeuta-paziente da una prospettiva costruttivista.
Da una parte i rituali, le regole, il comportamento professionale e dall’altra la spontaneità, l’espressività, la inevitabile  infrazione delle regole analitiche: questi due poli sono in continua relazione dialettica, l’uno viene definito dall’altro e non vanno concepiti in modo dicotomico.
La partecipazione affettiva nella relazione con i pazienti non può essere annullata, l’interazione non si può sospendere, non si può non comunicare: Hoffman constata che una posizione neutrale è impossibile, “non c’è modo di ridurre la nostra partecipazione a quella di semplice facilitatore di consapevolezza…Non potremo mai conoscere in ogni sua parte la nostra influenza”.
Hoffman sviluppa un ragionamento dialettico secondo cui l’atteggiamento clinico ottimale deve comprendere alcuni fattori.

-La relazione dialettica tra gli aspetti del rituale psicoterapeutico e gli elementi di reciprocità e spontaneità. Il paziente considera il terapeuta come una persona dotata di conoscenze, idealizzato come saggio, con capacità di giudizio, ma sente anche che il terapeuta è una persona che prova emozioni ed affetti e desidera essere coinvolto nei suoi problemi in modo autentico e personale. E’ qui che il paziente fa un’esperienza di riconoscimento intersoggettivo del senso del proprio significato e del proprio valore. Continue reading “Ritualità e Spontaneità tra terapeuta e paziente”

Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica

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“Il compito terapeutico consiste nello sciogliere la libido dai suoi legami attuali e nell’asservirla di nuovo all’Io. Ma dove si è cacciata la libido del nevrotico? Si fa presto a trovarla: è legata ai sintomi. Si deve quindi diventare padroni dei sintomi, risolverli ed è proprio quello che il malato esige da noi”. -Freud

Le terapie ad orientamento psicoanalitico, se pure con varie differenze nei tempi, nei modi e nei tipi di intervento, derivano dalle teorizzazioni di Freud e danno importanza alle dinamiche interne e profonde della persona.
Nucleo centrale è il concetto di inconscio che svolge un ruolo significativo sia nello sviluppo dei disturbi psicologici sia nel normale funzionamento mentale. I processi mentali sono considerati inconsci quando il soggetto non ne è consapevole.
La terapie psicoanalitiche vedono il sintomo come espressione di forze contrastanti nell’individuo (conflitti inconsci) che producono risposte emozionali (ad esempio angoscia, sentimento di colpa, vergogna) e operazioni mentali difensive che possono portare a distorsioni del funzionamento della personalità nel suo complesso, e alla comparsa di sintomi. Continue reading “Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica”

Rêverie e Capacità di Sognare

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Bion quando parla dell’apparato “per pensare i pensieri” descrive una struttura che è conseguenza delle relazioni con l’Altro: pensare, apprendere, conoscere, crescere, è possibile solo se esiste una relazione, che costituisce l’elemento fondante della mente. Qualunque processo conoscitivo è per Bion intrinsecamente relazionale.
La teoria del contenimento si basa sulla relazione metaforica della madre col lattante che sottostà a livello fantasmatico a quella analista- paziente.
La nascita è considerato il trauma primitivo, il prototipo di tutte le angosce; costituisce un cambiamento radicale, brusco, un cambiamento catastrofico in quanto perdita del primo contenitore (il grembo materno).
Il bambino ha allora bisogno, in sostituzione del contenitore biologico, di un altro contenitore, che non sarà più la madre in senso corporeo, ma la madre in senso psicologico e relazionale.
Il contenitore non è una cosa ma un processo: è la capacità di fare il lavoro psicologico inconscio del sognare, la capacità di pensare in modo preconscio, e la capacità di un pensiero più pienamente conscio. Continue reading “Rêverie e Capacità di Sognare”

La madre tra assenza e desiderio

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Per ogni bambino è fondamentale poter fare esperienza tanto della presenza della madre quanto della sua assenza. La presenza senza alternanza con l’assenza può diventare soffocante, mentre l’assenza può suscitare vissuti  depressivi ed abbandonici.
Lo psicanalista Recalcati nel suo libro “Le mani della madre”  tratteggia la figura materna tra i due estremi dell’eccessiva presenza (madre coccodrillo) e dell’eccessiva assenza (madre narcisistica). La prima è  la madre del sacrificio, della disponibilità totale, dell’amore senza limiti, la seconda è la donna che rifiuta tendenzialmente la maternità in quanto a prevalere è la propria immagine narcisistica. Continue reading “La madre tra assenza e desiderio”

Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-

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Platone immagina gli uomini chiusi in una caverna, gambe e collo incatenati, impossibilitati a volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli uomini incatenati vi è una strada rialzata e un muricciolo, sopra la strada alcuni uomini parlano, portano oggetti, si affaccendano nella vita di tutti i giorni. Gli uomini incatenati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, che scambiano per la realtà. Continue reading “Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-“

Empatia Psicoanalitica

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“Per trovare il paziente ,
dobbiamo cercarlo dentro di noi”
C. Bollas

 

 

 

 

 

 

Empatia è la capacità di immedesimarsi in un’altra persona e coglierne gli stati d’animo.
E’ la focalizzazione sul mondo interiore di un’altra persona, la capacità di intuire ciò che si sta muovendo in essa, percependo le sue emozioni ed i suoi stati d’animo autentici, spesso differenti da quelli espressi verbalmente. E’ un concetto particolarmente importante nella prassi psicoterapeutica.

Jaspers distingue comprensione razionale e comprensione empatica: quando nella nostra comprensione i contenuti dei pensieri derivano con evidenza gli uni dagli altri, secondo le regole della logica, allora comprendiamo razionalmente; quando invece comprendiamo i contenuti delle idee come scaturiti da stati d’animo, desideri e timori di chi pensa, allora comprendiamo in modo psicologico o empatico.
L’empatia richiede un assetto ricettivo che consenta di entrare nel ruolo dell’altro, per valutare il significato della situazione e dell’emozione per l’altra persona. Continue reading “Empatia Psicoanalitica”

Osservare, Spiegare, Intervenire

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“Vi ho detto che la psicoanalisi è iniziata come terapia, ma non è questa la ragione per cui ho inteso raccomandarla al vostro interesse, bensì per il suo contenuto di verità, per quanto ci insegna su ciò che riguarda più da vicino l’uomo – sulla nostra essenza – e per le connessioni che mette in luce fra le più diverse attività dell’uomo”. (S. Freud)

Modo di osservare: assumere un modo di osservare orientato psicoanaliticamente significa non fermarsi alla realtà apparente, ma cercare significati altri, più profondi, le realtà interne. Si tratta di cogliere, nel discorso manifesto, il significato emotivo. L’attenzione più che sul dato concreto e di contenuto è su ciò che non viene detto, che il parlante non sa di dire. Continue reading “Osservare, Spiegare, Intervenire”

Una cura fatta di parole

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La psicoterapia è una cura fatta di parole: due persone si incontrano regolarmente, e parlano. Ma il tessuto di cui è fatto questo dialogo è molto complesso, si mettono in moto processi profondi, sia consci che inconsci, legati allo specifico modo di stare in seduta di “quel paziente con quel terapeuta”.

“Con le parole un uomo può rendere felice l’altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l’oratore trascina con sé l’uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Non sottovaluteremo quindi l’uso delle parole nella psicoterapia” (S. Freud). Continue reading “Una cura fatta di parole”

La Rêverie

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Il termine rêverie significa sognare, fantasticare; è usato da Bion per indicare lo stato mentale della madre con il suo bambino. Si tratta di uno stato in cui la madre è pervasa da ciò che immagina sia la vita interiore del bambino. Questo è lo strumento con cui la madre accoglie e comprende le comunicazioni affettive del bambino: così è in grado di contenere e modificare l’intensità della vita affettiva del piccolo e lui impara a gestire con maggiore competenza stati emotivi di particolare intensità. La rêverie è quindi la capacità della madre di ricevere le impressioni emotive e sensoriali del bambino, e di elaborarle in una forma che la psiche del neonato possa reintroiettare e assimilare. Continue reading “La Rêverie”

Conflitti Interni

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Karen Horney teorizza l’esistenza di un conflitto di base, un nucleo centrale dal quale traggono origine i vari tipi di nevrosi. Se il bambino si trova a vivere in un ambiente sfavorevole in cui non vengono soddisfatti i suoi bisogni di affetto, di comprensione, di sicurezza, di riconoscimento, ecc., si sentirà isolato e impotente in un mondo potenzialmente ostile. Nel corso dello sviluppo si formano allora tre linee principali di adattamento all’ambiente, o tre atteggiamenti: andare verso la gente, andare contro la gente, allontanarsi dalla gente.
I tre atteggiamenti possono completarsi a vicenda formando un tutto armonico, quando acquisiscono una forte rigidità invece si entra nell’area della nevrosi. Possono strutturarsi tre tipologie diverse di personalità: conciliante, aggressiva e distaccata.

IL TIPO CONCILIANTE
Questo tipo di persona ha il forte desiderio di affetto e approvazione, di intimità umana e di appartenenza. Con questo sistema di bisogni egli “va verso” la gente e tende a sopravvalutare la comunanza di interessi con chi gli sta vicino, piuttosto che marcare le differenze. Continue reading “Conflitti Interni”

Sogni ad occhi aperti

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La passività mentale, la fantasticheria e il sogno sono fenomeni psichici di estrema importanza per la nostra salute psichica.
Quando il nostro pensiero è al lavoro si ha la concentrazione attiva, mentre la passività mentale (concentrazione passiva) si ha nei momenti in cui i pensieri vanno, noi abbiamo un’aria assente, guardiamo nel vuoto. Se ci si chiede a cosa stiamo pensando in quei momenti diciamo “ a niente”, anche se in realtà i pensieri ci sono, solo che sono molto lontani dall’attenzione per cui vengono subito dimenticati. Sono momenti in cui lasciamo vagare i pensieri e sono importanti intervalli di riposo mentale. Continue reading “Sogni ad occhi aperti”