Conflitti Interni

conflitti psicologia psicoterapia Rho Horney

Karen Horney teorizza l’esistenza di un conflitto di base, un nucleo centrale dal quale traggono origine i vari tipi di nevrosi. Se il bambino si trova a vivere in un ambiente sfavorevole in cui non vengono soddisfatti i suoi bisogni di affetto, di comprensione, di sicurezza, di riconoscimento, ecc., si sentirà isolato e impotente in un mondo potenzialmente ostile. Nel corso dello sviluppo si formano allora tre linee principali di adattamento all’ambiente, o tre atteggiamenti: andare verso la gente, andare contro la gente, allontanarsi dalla gente.
I tre atteggiamenti possono completarsi a vicenda formando un tutto armonico, quando acquisiscono una forte rigidità invece si entra nell’area della nevrosi. Possono strutturarsi tre tipologie diverse di personalità: conciliante, aggressiva e distaccata.

IL TIPO CONCILIANTE
Questo tipo di persona ha il forte desiderio di affetto e approvazione, di intimità umana e di appartenenza. Con questo sistema di bisogni egli “va verso” la gente e tende a sopravvalutare la comunanza di interessi con chi gli sta vicino, piuttosto che marcare le differenze.
Egli cerca di vivere sulle aspettative degli altri, spesso fino a perdere il contatto con i propri sentimenti.
Per mantenere i legami tende a sopprimere le proprie tendenze aggressive e distruttive; ne derivano inibizioni nella sfera dell’assertività, della critica, dei bisogni personali, dell’ambizione, della leadership. La dipendenza dagli altri alimenta la posizione, reale e percepita, di vulnerabilità, con la conseguenza di sentirsi trascurati, respinti e umiliati ogni volta che la gran quantità di affetto o approvazione richiesta non viene ottenuta. L’aggressività repressa accumulata può dare luogo ad esplosioni di rabbia, il tipo conciliante è portato quindi a trasferire i suoi conflitti personali nel rapporto.

IL TIPO AGGRESSIVO
Il tipo aggressivo, al contrario di quello conciliante, vede il mondo come un’arena dove sopravvive soltanto il più capace, e dove il forte sconfigge il debole. Quindi il suo bisogno primario è esercitare il controllo sugli altri, “va contro” la gente.
In questo tipo qualunque rapporto viene considerato dal punto di vista dei propri scopi personali. E’ marcato il bisogno di eccellere, di raggiungere il successo ed il prestigio, di mostrare il loro potere e la loro forza sugli altri. Il tipo aggressivo reprime la pietà, la mitezza e la compiacenza.

IL TIPO DISTACCATO
Il distacco in senso nevrotico si ha quando il desiderio di star soli diventa per la persona l’unico mezzo valido per evitare di associarsi agli altri, in quanto lo stare insieme e il condividere sono vissuti come troppo faticosi e problematici.
Il bisogno centrale è quello di frapporre una distanza emozionale fra sé e gli altri. La loro condizione ideale è quella dell’autosufficienza e dell’indipendenza, ciò che considerano intollerabile sono l’intromissione, l’influenza e gli obblighi provenienti dall’ esterno. Il fatto che gli altri si aspettino da lui qualcosa gli procura disagio e un senso di ribellione. C’è una tendenza generale a reprimere ogni sentimento.

Secondo l’autrice questi tre atteggiamenti sono presenti in maniera ben integrata in tutte le persone sane, costituendo capacità fondamentali di rapportarsi col mondo esterno. Ognuno, infatti, dovrebbe, a seconda delle situazioni, saper confidare negli altri, ma anche sapersi imporre e rimanere sé stesso.
Ciò che invece contraddistingue le persone nevrotiche, è la predominanza esclusiva di un unico atteggiamento, che oltre a diventare rigido e coercitivo, arriva a pervadere l’intera personalità del soggetto, condizionandone non solo il modo di rapportarsi con gli altri, ma anche con sé stesso e con la vita in generale.
Secondo la Horney, il superamento dei disturbi nevrotici richiede la risoluzione del conflitto di base, che non può avvenire mediante semplici decisioni razionali o sforzi di volontà, ma soltanto attraverso un lavoro lungo e difficile che porti ad un cambiamento all’interno della personalità delle condizioni che lo hanno generato.

 

K. Horney, I nostri conflitti interni,  Martinelli, 1971

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