Pensieri Ossessivi

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I termini “ossessivo”, “ossessioni” e “ossessività” derivano da un verbo latino che significa “assediare”; infatti il funzionamento del paziente ossessivo è caratterizzato da pensieri o atti che “lo perseguitano”, come se fosse assediato interiormente. Nel disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) si verifica l’ intrusione nella coscienza di pensieri o rappresentazioni mentali (ossessioni) o di spinte impellenti all’azione (compulsioni) che si impongono e permangono nonostante gli sforzi del paziente a liberarsene.
Le ossessioni sono pensieri ricorrenti e persistenti o immagini che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati. L’individuo tenta di ignorare o sopprimere tali pensieri o immagini, tenta di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (es. eseguendo una compulsione). Continue reading “Pensieri Ossessivi”

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Attacchi di Panico

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Il disturbo da attacchi di panico è un disturbo caratterizzato da inaspettati e ricorrenti attacchi di panico, episodi acuti di ansia accompagnata da sintomi somatici e cognitivi.
I sintomi più comuni che coinvolgono il corpo, sono: rossore al viso; capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi; formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso; difficoltà respiratoria, nausea;  aumento della sudorazione oppure brividi; tachicardia o palpitazioni.
I sintomi cognitivi sono  paura di impazzire, di perdere il controllo, paura di morire. Generalmente  gli attacchi di panico raggiungono rapidamente l’apice e sono di breve durata (di solito 10 minuti o meno).
Si tratta per il paziente di un’esperienza molto intensa tale da ricordarsi poi con precisione, anche a distanza di molto tempo, l’occasione nella quale si è verificato il primo attacco di panico. Da lì in poi è probabile che si sviluppi il timore di poter avere un nuovo attacco; questo fenomeno viene definito ansia anticipatoria. Continue reading “Attacchi di Panico”

Tempi del Cambiamento

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Il mestiere di psicoterapeuta è fatto di cose lente, segue i tempi del cambiamento interno, ci si abitua a notare le sfumature delle cose che mutano piano piano, si procede per piccoli passi, sintonizzandosi coi bisogni dei pazienti e si aspetta, si aspetta: la pazienza è una caratteristica fondamentale, per entrambi.
Poi arrivano dei momenti, che sembrano improvvisi, come usciti dal nulla, in cui si ha la chiara percezione che è avvenuto un passaggio, un’evoluzione, è come sentire una voce che parla forte, dopo tanto tempo trascorso a sussurrare. Continue reading “Tempi del Cambiamento”

Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-

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Platone immagina gli uomini chiusi in una caverna, gambe e collo incatenati, impossibilitati a volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli uomini incatenati vi è una strada rialzata e un muricciolo, sopra la strada alcuni uomini parlano, portano oggetti, si affaccendano nella vita di tutti i giorni. Gli uomini incatenati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, che scambiano per la realtà. Continue reading “Psicoterapia: un percorso verso la consapevolezza -Il mito della caverna-“

Empatia Psicoanalitica

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“Per trovare il paziente ,
dobbiamo cercarlo dentro di noi”
C. Bollas

 

 

 

 

 

 

Empatia è la capacità di immedesimarsi in un’altra persona e coglierne gli stati d’animo.
E’ la focalizzazione sul mondo interiore di un’altra persona, la capacità di intuire ciò che si sta muovendo in essa, percependo le sue emozioni ed i suoi stati d’animo autentici, spesso differenti da quelli espressi verbalmente. E’ un concetto particolarmente importante nella prassi psicoterapeutica.

Jaspers distingue comprensione razionale e comprensione empatica: quando nella nostra comprensione i contenuti dei pensieri derivano con evidenza gli uni dagli altri, secondo le regole della logica, allora comprendiamo razionalmente; quando invece comprendiamo i contenuti delle idee come scaturiti da stati d’animo, desideri e timori di chi pensa, allora comprendiamo in modo psicologico o empatico.
L’empatia richiede un assetto ricettivo che consenta di entrare nel ruolo dell’altro, per valutare il significato della situazione e dell’emozione per l’altra persona. Continue reading “Empatia Psicoanalitica”

Conflitti Interni

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Karen Horney teorizza l’esistenza di un conflitto di base, un nucleo centrale dal quale traggono origine i vari tipi di nevrosi. Se il bambino si trova a vivere in un ambiente sfavorevole in cui non vengono soddisfatti i suoi bisogni di affetto, di comprensione, di sicurezza, di riconoscimento, ecc., si sentirà isolato e impotente in un mondo potenzialmente ostile. Nel corso dello sviluppo si formano allora tre linee principali di adattamento all’ambiente, o tre atteggiamenti: andare verso la gente, andare contro la gente, allontanarsi dalla gente.
I tre atteggiamenti possono completarsi a vicenda formando un tutto armonico, quando acquisiscono una forte rigidità invece si entra nell’area della nevrosi. Possono strutturarsi tre tipologie diverse di personalità: conciliante, aggressiva e distaccata.

IL TIPO CONCILIANTE
Questo tipo di persona ha il forte desiderio di affetto e approvazione, di intimità umana e di appartenenza. Con questo sistema di bisogni egli “va verso” la gente e tende a sopravvalutare la comunanza di interessi con chi gli sta vicino, piuttosto che marcare le differenze. Continue reading “Conflitti Interni”

Fobie e Paure

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Le fobie fanno parte dei disturbi d’ansia, la fobia specifica è definita come una paura marcata, persistente, eccessiva o irragionevole. Può essere provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o di una situazione temuti come per esempio volare, l’altezza, gli animali, gli insetti, un’iniezione, la vista del sangue. La persona che ne soffre reagisce con una forte ansia e mette in atto condotte di evitamento.
La persona riconosce che il timore è eccessivo ed irragionevole, ma comunque non riesce ad evitarlo.
La fobia si distingue dalla paura perché non scompare di fronte ad una verifica della realtà. Mentre la paura è una reazione appropriata di fronte ad uno stimolo pericoloso, nella fobia si verificano ansia eccessiva ed evitamento delle situazioni temute che interferiscono con la vita della persona limitandola fortemente.
Sull’origine delle fobie specifiche ci sono diverse interpretazioni. Continue reading “Fobie e Paure”

Narcisismo sano o Narcisismo patologico?

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Il narcisismo è un elemento determinante ed ineliminabile nello sviluppo della personalità, in quanto consente la formazione e il mantenimento di un’identità unica e inconfondibile.
La personalità narcisistica è abbastanza comune nella cultura occidentale: la nostra è la società dell’immagine e valori per eccellenza sono la bellezza, il successo, il denaro e il potere. E’ spesso problematico determinare quali tratti indichino un disturbo di personalità narcisistico e quali tratti siano dei semplici adattamenti culturali. Come possiamo distinguere un narcisismo sano da uno patologico?

La personalità narcisistica può essere considerata lungo un continuum dallo stile narcisistico a livello adattativo, fino al disturbo narcisistico di personalità a livello patologico.
I narcisisti appaiono vanitosi, presuntuosi e snob; sembrano sicuri di sé ed egocentrici, tendono a dominare le conversazioni, a cercare ammirazione ed ad agire in modo esibizionista. Inoltre possono essere arroganti, permalosi e ipersensibili alle critiche. Continue reading “Narcisismo sano o Narcisismo patologico?”

Tristezza o Depressione?

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Il termine depressione viene usato nel linguaggio comune con un significato generico ed estensivo per dire che ci si sente giù di corda, fiacchi e scoraggiati. Ma il termine indica uno stato di malinconia che è patologico: chi è occasionalmente di cattivo umore, passa un momento transitorio in cui sente di avere poche energie non è realmente depresso.

Bisogna fare attenzione a non confondere la depressione come condizione clinica con la tristezza normale o con la demoralizzazione. Tristezza e demoralizzazione sono il comune dolore che coglie l’essere umano quando un avvenimento avverso colpisce la sua esistenza precaria, o quando la discrepanza tra la vita com’è e come potrebbe essere diventata il centro della sua riflessione. Continue reading “Tristezza o Depressione?”

La Rêverie

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Il termine rêverie significa sognare, fantasticare; è usato da Bion per indicare lo stato mentale della madre con il suo bambino. Si tratta di uno stato in cui la madre è pervasa da ciò che immagina sia la vita interiore del bambino. Questo è lo strumento con cui la madre accoglie e comprende le comunicazioni affettive del bambino: così è in grado di contenere e modificare l’intensità della vita affettiva del piccolo e lui impara a gestire con maggiore competenza stati emotivi di particolare intensità. La rêverie è quindi la capacità della madre di ricevere le impressioni emotive e sensoriali del bambino, e di elaborarle in una forma che la psiche del neonato possa reintroiettare e assimilare. Continue reading “La Rêverie”