Alleanza Terapeutica: alla base della relazione paziente-terapeuta

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Ogni paziente che inizia un trattamento psicoterapeutico entra in relazione con il clinico, che è potenzialmente in grado di migliorare la qualità della sua vita sia attraverso una riduzione dei sintomi sia, in modo più profondo, modificando la struttura del suo carattere. L’alleanza terapeutica è un elemento che si è rivelato un ottimo predittore dell’outcome, è un elemento che va quindi monitorato con molta attenzione poichè fortemente correlato col buon esito della terapia.
Il miglioramento del paziente nei diversi approcci terapeutici che fanno riferimento a diversi costrutti di base e a differenti tecniche, sembra essere molto facilitato in ogni caso da una relazione terapeutica caratterizzata da fiducia, calore e accettazione. Quindi si potrebbe includere l’alleanza terapeutica nei fattori  aspecifici di cambiamento  che fanno parte trasversalmente di  ogni approccio terapeutico. Continua a leggere “Alleanza Terapeutica: alla base della relazione paziente-terapeuta”

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Cambiare, rimanendo se stessi

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Nella concezione della mente di Bromberg le molteplici configurazioni degli stati del Sè, nel loro alternarsi, sono viste come una caratteristica costitutiva, non patologica, dell’essere umano.
La relazione terapeutica è vista, di conseguenza, come un luogo di intreccio e interazione tra le multiple realtà di entrambi i partecipanti, paziente e terapeuta.
I diversi stati del Sé, propri di ogni individuo, sono in relazione dialettica, un movimento continuo tra separatezza e unitarietà; il funzionamento è  ottimale quando i diversi stati del Sè possono  negoziare e comunicare con gli altri stati del Sé, così il soggetto ha la sensazione di un Sé unitario. L’illusione  di  possedere  un  Sé  integro  ed  unitario è sana e  svolge  un’importante  funzione psicologica adattiva. Continua a leggere “Cambiare, rimanendo se stessi”

Ritualità e Spontaneità tra terapeuta e paziente

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Irwin Hoffman si è occupato di articolare alcune ipotesi sull’interazione terapeuta-paziente da una prospettiva costruttivista.
Da una parte i rituali, le regole, il comportamento professionale e dall’altra la spontaneità, l’espressività, la inevitabile  infrazione delle regole analitiche: questi due poli sono in continua relazione dialettica, l’uno viene definito dall’altro e non vanno concepiti in modo dicotomico.
La partecipazione affettiva nella relazione con i pazienti non può essere annullata, l’interazione non si può sospendere, non si può non comunicare: Hoffman constata che una posizione neutrale è impossibile, “non c’è modo di ridurre la nostra partecipazione a quella di semplice facilitatore di consapevolezza…Non potremo mai conoscere in ogni sua parte la nostra influenza”.
Hoffman sviluppa un ragionamento dialettico secondo cui l’atteggiamento clinico ottimale deve comprendere alcuni fattori.

-La relazione dialettica tra gli aspetti del rituale psicoterapeutico e gli elementi di reciprocità e spontaneità. Il paziente considera il terapeuta come una persona dotata di conoscenze, idealizzato come saggio, con capacità di giudizio, ma sente anche che il terapeuta è una persona che prova emozioni ed affetti e desidera essere coinvolto nei suoi problemi in modo autentico e personale. E’ qui che il paziente fa un’esperienza di riconoscimento intersoggettivo del senso del proprio significato e del proprio valore. Continua a leggere “Ritualità e Spontaneità tra terapeuta e paziente”

Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica

come funziona la psicoterapia psicoanalitica

“Il compito terapeutico consiste nello sciogliere la libido dai suoi legami attuali e nell’asservirla di nuovo all’Io. Ma dove si è cacciata la libido del nevrotico? Si fa presto a trovarla: è legata ai sintomi. Si deve quindi diventare padroni dei sintomi, risolverli ed è proprio quello che il malato esige da noi”. -Freud

Le terapie ad orientamento psicoanalitico, se pure con varie differenze nei tempi, nei modi e nei tipi di intervento, derivano dalle teorizzazioni di Freud e danno importanza alle dinamiche interne e profonde della persona.
Nucleo centrale è il concetto di inconscio che svolge un ruolo significativo sia nello sviluppo dei disturbi psicologici sia nel normale funzionamento mentale. I processi mentali sono considerati inconsci quando il soggetto non ne è consapevole.
La terapie psicoanalitiche vedono il sintomo come espressione di forze contrastanti nell’individuo (conflitti inconsci) che producono risposte emozionali (ad esempio angoscia, sentimento di colpa, vergogna) e operazioni mentali difensive che possono portare a distorsioni del funzionamento della personalità nel suo complesso, e alla comparsa di sintomi. Continua a leggere “Come funziona la Psicoterapia Psicoanalitica”

Il cambiamento in psicoterapia

il cambiamento in psicoterapia

Carl Rogers descrive il processo di cambiamento nel corso della terapia soprattutto dal punto di vista dell’esperienza del cliente e spiega la modificazione e la crescita della personalità facendo riferimento ad una forza di base presente nelle persone, definita “tendenza attualizzante”, corrisponde ad un movimento finalizzato alla realizzazione delle potenzialità dell’individuo. Il fine della terapia è creare le condizioni favorevoli che permettano a questa forza di operare per consentire alla persona di muoversi verso la propria autorealizzazione. Continua a leggere “Il cambiamento in psicoterapia”